Ci sarebbe un lungo discorso su l'ultima affermazione di Galileo
Una realtà è che siamo quasi unici in europa. Altrove la geologia applicata è fatta dall'engignering geologist, che da noi non esiste. A parte qualche rara mosca bianca in genere l'ing. lavora a tavolino, o al massimo su materiali artificiali (in cantiere.
Il geologo applicata italiano invece è il mediatore fra il costruito e il territorio sia in superficie (geomorfologo) che nelgi impatti nel sottosuolo (geotecnico, idrogeologo, geomeccanico, etc..) e (a mio parere) dovrebbe avere una solida conoscenza tecnico scientifica (che purtoppo fino a pochi anni fà era spesso da autodidatta) eu n fortissimo aproccio al terreno. E' per questo che il nuovo TU e specialmente la 349 snatura la professione del geologo, e al limite la avvicina alla sola modellistica di stampo ingengeristico. Invece (sempre a mio parere) deve predominare la interfaccia empiristica - sperimentale della nostra professione a cui fà seguito la modellazione fisico matematica (magari in collaborazione proprio con gli ing.).
I modelli matematici non servono a "creare la realtà" ma al limite solo a verificare che la nostra idea (chiamamolo pure modello geologico) non è contrario alle principali leggi fisiche (dalla gravità a darcy) e per cui vi è corrispondenza per lo meno biunivoca fra quanto osserviamo nel terreno, organiziamo con in nostri pochi neuroni funzionanti (o almeno i mie pochoi) e coò che ubbidendo alle leggi fisiche (ma spesso molto grezze e imprecise basta pensare alla difficoltà di simulare la reologia delle colate rapide) i modelli possono simulare.
Come al solito insisto è questino e di cultura, anche nei confronti dei clienti che cercano lo sconto "senza indagini" come un post di ieri l'altro accennava
Saluti


"laudato si mi signore
per sora nostra acqua
tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi

Vorlicek Pier - Andrea
Phd in applied geology
Post doc in hydrogeology
vorlicek@libero.it