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...l'opera sembra una centrale a biomassa 
L'Africa spinge! Il resto è tutta fantageologia.
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Purtroppo quanto dicono i colleghi corrisponde a verità, la capacità portante di una platea 'sottile' verificata con i metodi classici della geotecnica spesso è un 'bidone', nel senso che devi ipotizzare un comportamento rigido che in realtà non esiste. I valori risultano molto alti, specialmente se la profondità è elevata.
In questo caso, sempre nella realtà e come è già stato sottolineato, i cedimenti governano. Il metodo agli elementi finiti è il più rigoroso specie nel caso di platea molto snella, coem ricorda Franceschini, appena la platea si irrigidisce un pò vale il modello di cedimenti maggiori al centro rispetto ai bordi, se la platea diventa molto rigida il cedimento è uniforme. Per la verifica agli EF avremmo bisogno dei dati strutturali: pilastri, travi, dimensioni, pressioni... è chiaramente un lavoro da strutturista, oppure un incarico da svolgere assieme e con continua interazione.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Per la verifica agli EF avremmo bisogno dei dati strutturali: pilastri, travi, dimensioni, pressioni... è chiaramente un lavoro da strutturista, oppure un incarico da svolgere assieme e con continua interazione. mi permetto: per il calcolo FEM avremmo bisogno di dati in situ e in laboratorio per fare un modello ed è un lavoro da "geotecnico". così, per un precisione, un pò da vigilia di pasqua.....
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geotecnico? direi laboratorio ed impresa con assistenza e coprogetto indagini di un geologo? poi il "geotecnico" o un "esperto" come diceva il colombo, esegue simulazioni "cum grano salis" con feedback con il geologo che consce il sito ed i comportamenti di quella specifica formazione. "tanto per ricambiare gli auguri"
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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appena la platea si irrigidisce un pò vale il modello di cedimenti maggiori al centro rispetto ai bordi, Mi permetto Mc. Da mie rimembranze universitarie il cedimento è maggiore al centro per coesivi ma ai bordi per granulari, come nel caso in esame. Buona Pasqua
Impara l'arte e mettila da parte!
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Per la verifica agli EF avremmo bisogno dei dati strutturali: pilastri, travi, dimensioni, pressioni... è chiaramente un lavoro da strutturista, oppure un incarico da svolgere assieme e con continua interazione. mi permetto: per il calcolo FEM avremmo bisogno di dati in situ e in laboratorio per fare un modello ed è un lavoro da "geotecnico". così, per un precisione, un pò da vigilia di pasqua..... La precisione è sempre benvenuta! Intendevo che oltre ai dati del terreno potremmo avere bisogno dei dettagli strutturali
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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appena la platea si irrigidisce un pò vale il modello di cedimenti maggiori al centro rispetto ai bordi, Mi permetto Mc. Da mie rimembranze universitarie il cedimento è maggiore al centro per coesivi ma ai bordi per granulari, come nel caso in esame. Buona Pasqua Gianni, è vero quello che dici, per quanto attiene al modello teorico della pressione di contatto e dei cedimenti per una fondazione flessibile con carico uniforme. Per intenderci, si tratta del grafico di figura 5.9 nel libro di Das (Shallow foundations), per ora ho questo sotto mano. Nella pratica, però, i cedimenti al centro sono inevitabilmente maggiori(eccetto per platee rigide con metodi che considerano lo spessore della platea), abbiamo l'esempio della CTU di Paul Mayne in limi residuali, nell'ampia platea dello stabile georgia tech, caricata con 180 kPa. Abbiamo parlato varie volte di questo caso reale: http://casehistories.geoengineer.org/volume/volume1/issue1/IJGCH_1_1_3.pdffigure 7, 9, 10
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Ho l'impressione, ma sono quasi certa, che in merito a "chi fa cosa" (se "esperto alla Colombo" o "geologo" o "ing strutturista"), il geotecnico di cui parla ing.Marco Franceschini sia una figura che sta a cavallo di due professioni (geologo e ing): un geologo che sa di strutture o un ing che sa di geologia. E' lui (o lei, spero) che orienta le indagini (in situ e in laboratorio), che elabora il modello geotecnico, che redige la Relazione geotecnica..sbaglio ing. M. Franceschini? Se così fosse, sarebbe necessario nei rispettivi corsi di laurea, inserire insegnamenti appositi per fornire le competenze complementari necessarie e in ultima ratio, creare un apposito Albo dei geotecnici, mi pare giusto.. E chi è fuori dall'Università, mi direte? Bhè..per questa domanda lascio a voi le possibili risposte
The road not taken (Robert Frost)
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Concordo con te, anche se istituire un nuovo albo mi sembra eccessivo. Forse dovrebbero solo "ritarare" i corsi universitari in modo da dare alcuni indirizzi veramente mirati alle reali attività che poi si riscontrano nella quotidianità lavorativa. Sinceramente devo dire che spesso ho tratto benefici dall'essere quotidianamente a contatto con altre figure "ingegneri e geometri" che mi hanno permesso, avendo un altro punto di vista, di ampliare il campo di azione e di interfacciarmi più agevolmente con gli altri. Scopiazzare, benevolmente si intende, certi approcci degli ingegneri, introducendo corsi specifici che diano la possibilità di acquisire conoscenze "parallele" sarebbe una cosa auspicabile. Questo senza niente togliere allo studio dei microforaminiferi e altre cose che hanno poco a che vedere con la geologia applicata, ma sono convinto che i corsi applicativi, per chi sceglie questo indirizzo, sono troppo pochi.
Impara l'arte e mettila da parte!
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Il 'risveglio' di questo thread mi ha fatto ricordare che esistono dei casi nella pratica che esibiscono il comportamento citato da Gianni: le fondazioni flessibili (metalliche) di serbatoi pieni di fluidi. Infatti spesso viene costruita una fondazione anulare che segue il perimetro dei serbatoi.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Massimo Online6,195 Dec 9th, 2025
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