Purtroppo quanto dicono i colleghi corrisponde a verità, la capacità portante di una platea 'sottile' verificata con i metodi classici della geotecnica spesso è un 'bidone', nel senso che devi ipotizzare un comportamento rigido che in realtà non esiste. I valori risultano molto alti, specialmente se la profondità è elevata.
In questo caso, sempre nella realtà e come è già stato sottolineato, i cedimenti governano.
Il metodo agli elementi finiti è il più rigoroso specie nel caso di platea molto snella, coem ricorda Franceschini, appena la platea si irrigidisce un pò vale il modello di cedimenti maggiori al centro rispetto ai bordi, se la platea diventa molto rigida il cedimento è uniforme. Per la verifica agli EF avremmo bisogno dei dati strutturali: pilastri, travi, dimensioni, pressioni... è chiaramente un lavoro da strutturista, oppure un incarico da svolgere assieme e con continua interazione.