Concordo e sottoscrivo il testo dell’appello al CNG, ma toglierei la frase : “almeno per quanto riguarda la Committenza privata”. L’interesse pubblico che il legislatore vuole tutelare, anche con la famigerata Circolare Ministeriale n. 349, è in primo luogo la sicurezza delle costruzioni ed in subordine la razionalità della progettazione. L’interesse pubblico che ciò avvenga non viene meno se la costruzione è un supermercato, una abitazione civile, un impianto industriale ecc.
Inoltre credo sarebbe utile che le norme prevedessero in forma esplicita il diritto del professionista, al quale è affidato dal committente il compito di affrontare una problematica, di scegliere in piena autonomia i mezzi e le modalità di indagine in base alla propria coscienza e competenza. Infatti se possiamo scegliere il numero ed il tipo di misure da eseguire per il compito specifico (salvo future circolari), mi pare logico che si possa scegliere la precisione e l’affidabilità alle quali le singole misure devono essere soggette.
Se sono libero di decidere di classificare un terreno in base a prove “di cantiere” o di prelevare i campioni, alle quote che decido io, e di farli analizzare da un laboratorio (o analogamente di eseguire prove in sito), mi pare logico che sia io stesso a decidere quale grado di precisione mi è necessaria, avvalendomi degli standard e delle tecnologie disponibili, ma non essendo ad esse subordinato. L’importante è dichiarare il percorso compiuto. Ad esempio ho stimato la tessitura, la plasticità etc con prove rapide in cantiere, ho eseguito una penetrometrica con strumentazione non certificata etc. oppure, per necessità che sono solo io a stabilire, ho chiesto una verticale con piezocono con certificato di taratura rilasciato da non oltre una settimana.
Se così non fosse non svolgeremmo più un’attività intellettuale ma solo compiti operativi.
Ciao a tutti