Bè allora non sono l’unico!
Nel merito:
io sono stato d’accordo nell’eliminare le DPL e DPM, il costo delle prove DPSH non è esorbitante e un po’ di letteratura sul fatto che siano migliori ce n’è (tra l’altro a prendere alla lettera il regolamento sarebbero da escludere le Meardi-AGI, non essendo inserite nella norma europea). Si potrebbe pensare a prevedere eccezioni in caso di difficile accesso (come per le prove sismiche).
Uniamo i nostri sforzi ma cerchiamo di passare per chi vuole fare le prove giuste e non quelle che si possono fare con l’attrezzatura che si ha!

Originariamente inviato da: Fabio Termentini

oppure scavo di trincee, cunicoli o pozzetti esplorativi con esecuzione di prove in sito, prove speditive o prelievo di campioni indisturbati da sottoporre a prove di laboratorio, che indaghino il volume significativo di terreno come previsto dal DM 14.01.2008 e dalla circolare 02.02.2009"

“prove in sito”? Quali se sono messe in contrapposizione alle penetrometriche?
Prove speditive? Che significa? Quali? Andrebbe esplicitato...anche infilare il dito è una prova speditiva e di nuovo: anche in rischio basso un po’ di soldi si possono spendere. Gli standard di lavoro che prevedevano lo scavo di trincee per una verifica visiva si riferivano alla caratterizzazione geologica, qui bisogna fare un modello geotecnico e c’è bisogno di numeri affidabili
Se poi si preleva il campione da uno scavo superficiale il volume significativo non c’entra niente. Diverso sarebbe il prevedere il possibile campionamento con gli accessori ai penetrometri ( di cui però non ho esperienze e non so fino a che quota si possano spingere e neanche la classe di qualità del campione che ne deriva, dovremmo farci aiutare da qualcuno.

Nella tua revisione manca il RISCHIO MEDIO-ALTO che ricordo PREVEDE SONDAGGI PER QUALSIASI OPERA IN CLASSE DUE..ma per fare cosa? Magari solo una SPT...e a cosa serve se ho già 2 CPT????? È di questo che sono andato a parlare al Genio Civile di Cassino chiedendo se fosse stato possibile evitare il sondaggio, dato che ripeto non impone neanche prove di laboratorio (quali poi? Basta fare il contenuto d’acqua e siamo apposto con la normativa!) ma sostituendolo con il prelievo di campione da scavo superficiale o con fustelle accessorie alle CPT, se proprio vogliono un’ indagine indoor.
Morale: il committente deve pagare 1000 euro per vedere di che colore è il terreno senza che questo apporti un miglioramento del modello geotecnico, ora farò solo una SPT (il tutto non certificato perchè non mi serve per il modello geotecnico, ripeto è inutile)

Inviterei poi chi ha scritto il regolamento a leggere la letteratura scientifica sull’argomento, per esempio Marchetti S.(2001) che così parla delle prove geognostiche:
“PROVE DI LABORATORIO: L’affidabilità delle prove di laboratorio è ormai messa in discussione, almeno quelle prove di routine, principalmente per il disturbo dei campioni e per le traumatiche modifiche nel percorso delle sollecitazioni passando dal terreno al laboratorio. Inoltre esse presentano alti costi e tempi elevati, per ottenere un basso numero di dati.
PROVE PENETROMETRICHE: Le prove penetrometriche sono veloci ed efficaci per valutare le condizioni a rottura del terreno e per identificare passaggi tra strati soffici e compatti. La loro attendibilità nel valutare i cedimenti non è stata sempre soddisfacente, non fornendo informazioni sulla storia tensionale ed è stata messa in discussione (la UNI EN ISO 22476 inserisce tra gli usi suggeriti delle CPT anche il “profiling and material identification”, nota mia)
PROVE DILATOMETRICHE: [...] forniscono un parametro che riflette la storia dello stato tensionale permettendo di stimare i cedimenti più accuratamente delle prove penetrometriche


Andrea Evangelista
Geologo