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#113163 23/04/2012 17:06
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Impronte su "Trubi"

La roccia è "Trubo" sicuramente in posto. Le forme proprio non lo so. A breve inserirò il resto delle foto all'indirizzo www.ravanusasiciliantica.it
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Di primo acchito..non mi sembrano impronte; piuttosto ho l'impressione che si possano attribuire ad una mano che con un arnese ha scavato la roccia per ottenere polvere o ghiaino da utilizzare in non-so-cosa..(scusami, non vorrei demolire qualcosa di più "romantico") smile


The road not taken
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penso più tracce fossili da ruscellamento o in genere da corrente o torbida, tipiche dei flysh. Ora non ricordo più le tipologie in base alla velocità della corrente, ma qualche nome lo ricordo: flute marks, gutter cast, ripples e laminazione incrociata concava.
Bisognerebbe riprendere in mano il Ricci-Lucchi


L'intenzione supera l'azione
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...oppure, ora che ci penso, potrebbero anche essere attuali, da ruscellamento per rotolamento di ciottoli in piccole depressioni


L'intenzione supera l'azione
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i Trubi dovrebbero essere - se non sono intervenute nuove interpretazioni da quando me li hanno presentati in escursione di studio - dei fanghi a foraminiferi planctonici, di ambiente pelagico, e segnano la subitanea ingressione marina pliocenica nel Med, dopo la crisi di salinità del messiniano. Quindi escluderei, dato l'ambiente in generale, le ipotesi di strutture sinsedimentarie da correnti o da flussi.

Se guardiamo a forme di genesi attuale o cmq post-emersione, andrei ad analizzare anche l'ambiente circostante. Ci sono acque correnti che possano giustificare forme di erosione o di ruscellamento nell'intorno dell'affioramento?
Sono facilmente erodibili e tenerelli, non penso che possano resistere forme fossili legate ad antichi livelli del drenaggio, per lo meno non con la freschezza mostrata nelle foto.

in definitiva... boh?
scavi notturni di un collega burlone?

al di là delle battute: è un fenomeno localizzato o si ritrova con caratteristiche simili in tutta la zona? su qualsiasi superficie esposta o solo su quelle di strato? su qualsiasi orientazione della superficie o solo per alcune esposizioni?... insomma, secondo me l'unica è restringere il campo delle ipotesi analizzando meglio il fenomeno

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La polvere di questa roccia veniva usata nell'antichità per intonaco o per vasi..non so più dove ho letto questa informazione, ma se archeopaleoclub si occupa di archeologia, forse ha trovato dove si procuravano questa polvere. La geometria degli incavi non mi pare possa giustificare l'azione di una corrente (le depressioni sono orientate casualmente)...Ci metti alla prova archeopaleoclub? wink


The road not taken
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Gentili colleghi
La discussione si sta facendo interessante.
Accogliendo uno degli interventi aggiungo altri dati:
- lo strato è orizzontale e le impronte si trovano soltanto nel livello delle foto;
- a pochi metri c'è un insediamento tardomedievale composto da alcune fornaci per la produzione di ceramica invetriata grossa (almeno spero);
- una delle fornaci è stata ricavata eseguendo un buco direttamente nel trubo;
- tutt'intorno vi sono numerosissime tracce di strani frammenti ferrosi chiaramente "bruciati" forse il prodotto di scarto della lavorazione del ferro (vedasi l'altro post);
- nelle immediate vicinanze scorre un ruscello imbrigliato a quote poco più basse del sito ma, data la brevità del bacino sotteso, non mi sembra che le acque siano in grado di raggiungere la quota delle impronte, neanche in caso di piogge eccezionali.

Questo è quanto mi viene in mente. Se avete altre curiosità chiedetemele.
Grazie

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Gent.mo archeopaleoclub,
leggendo il tuo post, risolutivo del tuo quesito iniziale, mi rimane ancora il dubbio sul perchè tu sia venuto a chiedere a noi cose che già sapevi. Ergo: ti rifaccio la stessa domanda. confused


The road not taken
(Robert Frost)
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Gentilissima Pasionaria

Ho scritto in questo post primo perchè lo frequento spesso e poi perchè non so la cosa più importante e cioè se quelle impronte possono essere riconducibili a mere forme naturali attuali o viceversa se fosse possibile cogliere qualcos'altro.
Ad esempio nel sito www.museopaleoantropologico.it qualcuno sostiene di aver trovato un australopiteco proprio nei trubi e suggerisce il nome "sicilianiensis".
Io invece dico che questo non può esistere ma pensare che localmente, ad un certo punto, le acque potevano essere talmente basse da permettere a qualche essere vivente di lasciare le impronete in oggetto, mi chiedo perchè no.
Resta inteso che io non sostengo con forza tale ipotesi ma se qualcuno intravedesse qualcosa in quelle impronte parlarne sarebbe bello e fantasticare su ciò potrebbe essere un educativo passatempo.

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Gent.le archeopaleoclub,
a quanto scrivi, ci chiedi se verosimilmente quelle depressioni possano essere impronte umane (magari riconducibili ad un australopiteco).
Se si tratta di formazione detta Trubo, escludo che essa possa essere stata di consistenza così molle quando uno o più ominidi vi passeggiavano, perchè si è depositata in ambiente pelagico. La profondità di alcune cavità che hai postato, farebbero presupporre un peso corporeo non compatibile con le dimensioni/struttura corporea degli australopiteci.
Sono ancora convinta che si tratti di incavi scavati da uno strumento, allo scopo di estrarre la polvere dalla roccia così macinata. Escludo anche la possibile azione di una corrente, per i motivi già detti.
Ho visto orme di australopiteci afarensis su ceneri vulcaniche, ma il loro riconoscimento è chiaro: si distingue pienamente l'orma dei piedi e la direzione di spostamento dello stesso piede


The road not taken
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