Hai ragione sono solo sofismi.
Quando ho iniziato lavorare nel settore si facevano poche relazioni geologiche, poco dopo è arrivata tangentopoli (92-93) e non c'era lavoro, per chi aveva appena iniziato come me non restava che insegnare o fare le indagini per quelli più anziani.
I geologi più anziani o erano insegnati o professori universitari. I professionisti puri praticamente non esistevano.
Ci sono voluti anni per spiegare l'utilità della professione. Quanto tempo per far capire alle amministrazioni e agli ingegneri la necessità delle indagini.
Ora il dipendente di un laboratorio ti viene a dire che il dato geotecnico spetta a lui e che tu puoi fare solo l'interpretazione.

Ora che la geotecnica è diventata più popolare, le imprese hanno mostrato interesse.
Probabilmente in un futuro prossimo la geotecnica sarà una questione tra impresa e ingegneri, per me non cambierà molto perché sarò già in pensione. Le prospettive per i giovani geologi professionisti non sono rosee. O si svilupperanno altri settori o non resta altro che diventare dipendenti di importanti studi di ingeneria o di imprese.
Per i geologi che vogliano fare la professione è una dura lotta, soprattutto perché coloro che remano contro sono proprio all'interno dell'ordine, sono come dei virus che si annidano all'interno e che lo uccidono da dentro.
Per adesso la giurisprudenza ci dà ragione, ma le imprese non molleranno.
Hanno già dichiarato più volte che sono interessati al mondo delle professioni (la nostra è solo una piccola parte) si tratta di un business molto importante con un fatturato molto alto, le società di ingegneria, i CAF (centri di assistenza fiscale) sono solo un primo passo.