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....per continuare su La Romanche e la rotazione differenziale, una evidenza dell'agire della forza di Coriolis dovrebbe essere che la dorsale medio-atlantica (che nella figura che mi hai postato credo sia individuata dalla spezzata rossa) sembra aver compiuto un maggiore spostamento laterale che non alle altre latitudini: si interrmompe ad est, corre lungo la frattura e riprende ad ovest. L'unico legame che riesco ad ipotizzare con la forza di coriolis è che là dove essa tende ad annullarsi, in prossimità dell'equatore, la rotazione differenziale viene ostacolata in maniera minore (i moti convettivi dovrebbero passare da un movimento a spirale ad uno sempre più rettilineo man mano che ci si avvicina all'equatore) producendo il maggiore spostemento della dorsale medio-atlantica che possiamo notare. Il sole ruota più velocemente all'equatore. Come anche i pianeti gassosi. Anche la terre sembrerebbe.... la sottile pellicina solida che la riveste non riesce a nscondere bene i segni del "motore" sottostante..... 
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guarda, ti dico la mia, secondo me la forza non agisce sulla crosta.
se fosse così, nel corso di 4 miliardi di anni, avremmo i continenti solo nelle porzioni centrali dei due emisferi e non distribuiti come sono adesso e sapendo che hanno vagato in giro per il mondo.
se agisse seriamente e veramente forse avremmo due continenti a forma di galassia a spirale.
Non baratterei mai le mie conoscenze geologiche con tutto il sapere della geotecnica.
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Farei notare che l'accelerazione di Coriolis di una massa che si sposta parallelamente alla superficie della alla Terra, è proporzionale alla velocità angolare della Terra (omega = 7.3E-05 rad/s) e alla velocità relativa (Vr) della massa, e che dipende dalla latitudine (phi):
ac = 2*omega*sen(phi) * Vr
E' evidente l'accelerazione di Coriolis è apprezzabile se la velocità relativa è significativa.
Per esempio, se una massa d'aria alle medie latitudini si sposta alla velocità di 30 m/s (uragano) sarà soggetta ad un'accelerazione di Coriolis pari a:
ac = 2 * 7.3E-05 rad/s * sen(40°) * 30 m/s = 2.82E-03 m/s^2.
L'accelerazione non è granché ma su una massa d'aria la deflessione è comunque notevole, com'è noto.
Per i processi geodinamici associati alla tettonica delle placche le cose stanno diversamente perché sono in gioco velocità dell'ordine di 1E-09 m/s e masse rigide; quindi ci si può aspettare che per i movimenti tettonici l'effetto di Coriolis sia insignificante.
In effetti una placca che si sposti con una velocità di 10 cm/anno, vale a dire circa 3x10-9 m/s, subirebbe un'accelerazione di Coriolis dieci miliardi di volte inferiore a quella calcolata per la massa d'aria:
ac = 2 * 7.3E-05 rad/s * sen(40°) * 3E-09 m/s = 3E-13 m/s^2.
In geodinamica, come in altri casi citati (maggiore usura della rotaia destra dei binari, maggiore erosione della sponda destra dei fiumi, senso di rotazione dei gorghi) l'effetto di Coriolis è sempre presente, ma è talmente lieve che è impossibile apprezzarlo perché occultato da altri fenomeni più intensi.
In merito ai grandi corsi d'acqua (Volga, Ob, Yenisei, Mississippi, ecc. – cioè fiumi con larghezza di 1-3 km e con gradienti di pendenza bassissimi dell'ordine di 10-5 ), esistono studi a partire dalla metà del 19° secolo ma le conclusioni sulla reale influenza dell'effetto di Coriolis non sono concordi.
La maggiore usura della rotaia destra è solo un'ipotesi teorica visto che il lievissimo maggiore carico sulla destra, prodotto dall'effetto di Coriolis, sarebbe mascherato dalla non uniforme distribuzione dei carichi trasportati, dal non perfetto livellamento della massicciata, da binari non perfettamente rettilinei, ecc.
How many years can a mountain exist/ before it is washed to the sea?
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guarda, ti dico la mia, secondo me la forza non agisce sulla crosta. Sono d'accordo in parte. Agisce anche sulla crosta, ma forse, da sola non riesce a modificarne la struttura. I moti più fluidi sottostanti potrebbero trascinare la parte rigida superiore e riuscire a modellarla rompendola. E di questo ti ho postato alcune cose per me evidenti. se agisse seriamente e veramente forse avremmo due continenti a forma di galassia a spirale. Per sapere cosa accadrebbe dovrebbe essere sufficiente guardare Giove ed applicare una differente densità (quella terrestre) al modello. Il risultato dovrebbe essere un misto: Zone in cui è abbastanza evidente la rotazione differenziale (il nord-est del pacifico è perfetto) a causa della estrema sottigliezza della crosta quindi facilmente modellabile dai moti sottostanti, e zone in cui i moti vorticosi continuano ad ammassare materiale rendendo sempre più difficoltosa la modellazione da parte del "motore" per l'aumento di rigidità apportato dall'aumento di spessore. Con una piccola variante impazzita che continua a mescolare le carte in tavole di nome Luna, più a scendere (dal punto di vista gravitazionale) tutto il resto che c'è intorno....
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Vedo che mi rispondente (anche Federico) tenendo in considerazione solo la pellicina rigida che riveste il pianeta. Ma questa pellicina, non è modellata dal resto che c'è sotto e che si muove? Ora calcola la forza, con quelle formule, che avrebbero i restanti 11000 km fluidi che stanno sotto alla parte rigida (e saranno un bel po' più veloci immagino....) e vedi se sono sufficienti a trascinare e macinare la crosta. Io direi che la forza che c'è sotto dovrebbe essere in grado di modellare tutto e non può che rispondere e derivare dallo stesso modello che domina su tutti gli altri astri e cioè bande e vortici, più o meno evidenti a seconda della densità. PS grazie per la partecipazione all adiscussione 
Ultima modifica di Pierlo; 09/05/2012 08:43.
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Vedo che mi rispondente (anche Federico) tenendo in considerazione solo la pellicina rigida che riveste il pianeta. Ma questa pellicina, non è modellata dal resto che c'è sotto e che si muove? No, quando parlo di placche faccio riferimento alla litosfera che è spessa da 50 a 200 km. Ora calcola la forza, con quelle formule, che avrebbero i restanti 11000 km fluidi che stanno sotto alla parte rigida (e saranno un bel po' più veloci immagino....) e vedi se sono sufficienti a trascinare e macinare la crosta. Ma che scrivi!? Ti ricordo che la lunghezza del raggio terrestre è circa 6370 Km. Solo il nucleo esterno è provato essere liquido. Tra nucleo esterno e litosfera ci sono circa 2400 km di mantello solido e circa 200km di astenosfera che si ritiene sia in uno stato fluido-viscoso. Certo se vuoi viaggiare con la fantasia fai pure. Non te la prendere, ma devo osservare che il detto " Studiare senza meditare è inutile, ma meditare senza studiare è pericoloso" trova spesso conferma sul forum.
How many years can a mountain exist/ before it is washed to the sea?
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Non me la prendo, tranquillo. Ho fatto confusione tra raggio e diametro..... Ho studiato poco e male  Immagino che Solo il nucleo esterno è provato essere liquido. e tutte le altre affermazioni riguardo lo stato interno del pianeta provengano dallo studio delle onde sismiche. Studio che dimostra che esse attraversando quegli strati si comportano come se fosse solido o come se fosse liquido o viscoso..... Se le fasi sottostanti sono state identificate effettivamente con questo metodo, il fatto che abbiano quel comportamento è la prova inconfutabile che effettivamente ci sia una zona solida o liquida o viscosa? Io nella mia ignoranza sarei portato a dire che se un astro è sferico dovrebbe essere tutto liquido (o quasi tutto), altrimenti la massa non potrebbe disporsi uniformemente attorno al centro.... se non fosse liquida ma solida, non potrebbe modellarsi attorno al centro. Quindi la prova che è quasi tutto solido non mi convince e sarei portato a dire che le onde sismiche lì, si comportano come se attraversassero un solido.... ma non che lì è solido, che è un altro discorso. Un altro ragionamneto mi porta a credere che se una placca va a 10 km l'anno verrà trascinata da un moto sottostante più veloce di essa, visto che si trova incastrata in un puzzle senza spazi liberi e deve farsi strada con grande difficoltà....
Ultima modifica di Pierlo; 09/05/2012 09:56.
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L'accelerazione non è granché ma su una massa d'aria la deflessione è comunque notevole, com'è noto.
Per i processi geodinamici associati alla tettonica delle placche le cose stanno diversamente perché sono in gioco velocità dell'ordine di 1E-09 m/s e masse rigide; quindi ci si può aspettare che per i movimenti tettonici l'effetto di Coriolis sia insignificante.
In effetti una placca che si sposti con una velocità di 10 cm/anno, vale a dire circa 3x10-9 m/s, subirebbe un'accelerazione di Coriolis dieci miliardi di volte inferiore a quella calcolata per la massa d'aria:
ac = 2 * 7.3E-05 rad/s * sen(40°) * 3E-09 m/s = 3E-13 m/s^2.
Questo potrebbe essere vero se stessimo osservando SOLO la placca. Siccome stiamo osservando la placca che è trascinata dai moti sottostanti questa è la formulazione più sfavorevole alla ipotesi che Coriolis modelli la placca stessa dato che il tuo presupposto è: "masse rigide". Ti ricordo che la lunghezza del raggio terrestre è circa 6370 Km. Solo il nucleo esterno è provato essere liquido. Tra nucleo esterno e litosfera ci sono circa 2400 km di mantello solido e circa 200km di astenosfera che si ritiene sia in uno stato fluido-viscoso.
Riguardo gli strati solidi, liquidi e viscosi qui menzionati vorrei sapere se le caratteristiche meccaniche di questi strati corrispondano a quelle comunemente indicate per quegli stati della materia. Non posso pensare che un pezzo di roccia che sta a 2600km di profondità ha le stesse caratteristiche meccaniche di uno che sta a livello del mare.... Forse a compressione potrebbe reagire come in superficie visto che è costretto, ma a taglio credo ci sia una bella differenza.... Studiare senza meditare è inutile, ma meditare senza studiare è pericoloso Meglio correre un rischio che rimanere immobili..... 
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la questione e' che x non so quale motivo quando la subduzione va verso ovest non si aprono bacini di retroarco Ecco.... questo è già una ottima indicazione.... ma bisognerebbe capire perchè.
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Ad esempio guardando questa non posso non pensare ad una sorta di perturbazione ciclonica. Chi conosce la struttura può confermare o smentire. pierlo, si tratta di zone trascorrenti e di fasce trascorrenti. Una ricercatrice mia amica ci sta lavorando parecchio e me ne ha parlato. Però non ci capisco molto... La cosa che lei sostiene e mi potrebbe trovare d'accordo è che nell'area mediterranea le trascorrenze hano un'importanza molto maggiore di quanta gliene sia stata data fino ad ora. Non penso che la forza di coriolis possa influenzare la questione dei bacini e cioè la questione "subduzione verso ovest = sistema arco-fossa con bacino di retroarco (mar del Giappone, tirreno, e subduzione verso est= arco fossa SENZA bacino di retroarco" (o, meglio, zona di retroarco in distensione ma senza raggiungere l'estensione e l'importanza che hanno i bacini nelle subduzioni verso occidente, vedi aree del Great Basin in USA e del lago Titicaca nelle Ande): la situazione è la stessa in entrambi gli emisferi. Però è probabile che ci siano tante trascorrenze la cui presenza potrebbe davvero essere addebitata a qualche interazione fra rotazione terrestre e qualcos'altro. Non mi chiedere cosa nè provocami a pensarci su... non è la mia materia...
the sands of time were eroded by the river of constant change
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