Il problema è non confondere la previsione in termini "orientativi" e cioè con l'individuazione di una certa area nella quale si possono manifestare una serie di terremoti di una certa magnitudo e con un determinato tempo di ricorrenza (e già questo è tanto poichè ci consente di concentrare le risorse per eventuali interventi sugli edifici esistenti o miglioramenti delle tecniche costruttive attraverso il controllo dell'applicazione di queste) con sistemi previsionali che ci illudono di poter fuggire prima che arrivi un terremoto distruttivo. Tutti gli sforzi, gli studi, le "idee"..... rivolti verso la prima parte di previsione orientativa, che concorrono meglio a definire la pericolosità sismica di determinate aree, sono molto importanti, ma se con tali studi si ha la pretesa di poter rassicurare i cittadini o le amministrazioni sul fatto che è possibile "fuggire" dal terremoto allora questi diventano deleteri per la sicurezza dei cittadini.