Vogliamo dire due parole sul nuovo assetto della difesa del suolo in Italia dopo la pubblicazione del testi unico sull'Ambiente, presentato per la seconda volta al Presidente della Repubblica tre giorni prima delle elezioni?

La difesa del suolo sarà nelle mani di strutture elefantiache, manovrate dal Super ministero dell'Ambiente, dentro le quali le Regioni e gli altri Enti locali hanno solo potere propositivo.

L'innalzamento del livello decisionale, porterà ad uno scollamento con le realtà territoriali facendo prevalere la logica imposta dal Ministro Matteoli con l'art. 16 della legge 179/2001.

La sua dichiarazione al giornalista di eport fù lampante: i fondi per la difesa del suolo venivano assegnati con criteri politici, anche su situazioni sulle quali non era strettamente urgente un intervento.

Saprà il nuovo governo demolire tale logica, restituendo la difesa del suolo alle valutazioni degli esperti nella definizione delle priorità?

Che ne sarà dei piani stralcio per l'assetto idrogeologico faticosamente adottati ed approvati dalle Regioni?

La Difesa del suolo, oggi, viene attuata a pezzi e bocconi con fondi una tantum, messi disposizione dallo stato a seconda di pruriti elettoralistici o comunque sempre dopo il verificarsi delle consuete tragedie.

Qaundo la Protezione Civile sacrificherà parte della propria onnipotenza, per restituire il potere alla gestione ordinaria e continua della difesa del suolo, senza dover ascoltare il suo responsabile che pontifica sulla cattiva gestione del territorio negli anni passati?

I sindaci dei comuni, credo che siano tra le persone più ricattabili in questo paese. Attribuire loro il potere di gestire il territorio non ha contribuito certo alla difesa dalle inondazioni e dalle frane.

Una seria politica di difesa del suolo deve essere attuata dalle Regioni che hanno la necessaria autorevolezza istituzionale e un adeguato livello conoscitivo delle problematiche territoriali, anche di dettaglio, demandando eventualmente alle Province le funzioni amministrative in materia. Ministero e Comuni sono alle estremità di un complesso sistema gestionale che vede tali entità istituzionali o troppo distanti o troppo vicini ai problemi per poterne cogliere adeguatamente la gravità o la futilità, facendo prevalere logiche decisionali assolutamente inadeguate alla soluzione degli stessi.

Auspico quindi una mobilitazione generale, e soprattutto del nuovo governo, per una rapida revisione del testo unico sull'ambiente ed in particolare per quanto attiene la difesa del suolo.

Claudio