Chiaramente il problema si riscontra su lavori di piccola entità e per opere modeste, dove il fattore economico del costo di una relazione geologica corredata da indagini sovradimensionate, incide molto di più.
Il prezzo medio di una DPM/DPML può variare dai 120,00 ai 130,00 euro circa, a me per fare una DPSH hanno chiesto la bellezza di 555,00 euro! E non mi pare poco visto che in alcuni casi è obbligatorio farne minimo 2, inoltre chi possiede il DPSH è sicuramente più competitivo perché di certo le fa pagare meno di 555,00 euro al committente, o addirittura le offre gratis pur di accaparrarsi il lavoro, a scapito di chi fa solo libera professione.
La cosa più assurda è che questo discorso vale unicamente per la Regione Lazio; nel resto d'Italia si puo continuare ad eseguire DPL, DPM o DPML; ovviamente nei casi in cui sia sufficiente.
Altro motivo per cui si rischia di perdere il lavoro è perché i progettisti hanno a volte difficoltà con alcune strutture, che non si capisce bene dove collocarle a livello di tipologia, e pertanto stabilire se sono asseverabili o meno.
Problema che mi si è presentato con più di un progettista.
Con il rischio che ti venga chiesto di asseverare qualcosa che non è asseverabile, o di eseguire indagini per qualcosa che potrebbe essere asseverato.
Di qui l'idea e la necessità, di unire le forze tra professionisti Geologi, e Progettisti.
Insisto con il dire "professionista" Geologo, perché vorrei evitare di dover diventare un Geologo "imprenditore" per poter continuare a lavorare.

Il Regolamento lo puoi trovare qui:

http://geologilazio.it/professione/00080...rischio-sismico

Contiene ancora errori (numerazione sbagliata nelle Classi di Rischio, che parte da 19) e contraddizioni, del tipo:
poter scegliere nel caso si ricada in Classe di Rischio Medio Alto o Alto di eseguire le SPT al posto del prelievo dei campioni, opportunità non prevista nel caso di Rischio Medio, dove è obbligatorio prelevare i campioni, e le SPT non sono sufficienti!!
Che dire, meglio tacere perché se dovessi esprimere il mio giudizio sarei molto severo, per usare un eufemismo.

E nel frattempo l'OR del Lazio non risponde ai quesiti che gli sono stati posti da oltre un mese, ed inviati a mezzo pec.
Alla faccia del rispetto, e del rapporto con gli iscritti!

Riporto di seguito i quesiti che ancora attendono una risposta:

1.Se è il geologo che deve definire il modello geologico-sismico-geotecnico non è forse di sua esclusiva competenza la scelta delle indagini con cui supportare il proprio lavoro?

2.Quali sono i presupposti scientifici e tecnici per cui sono state escluse dalle prove obbligatorie, ossia sufficienti, per le categorie di rischio basso e medio metodi di indagine differenti dalle prove DPSH e CPT?

3.La richiesta che le indagini siano certificate presuppone che il professionista geologo non possa più svolgere in autonomia alcun tipo di indagine geologica o geotecnica, e che deve necessariamente rivolgersi ad una struttura autorizzata?

4.Quale veridicità è contenuta nella lettera di risposta datata 28/03/2012, del Direttore Regionale Infrastrutture, Arch. Luciano Manfredi e nello specifico nel punto in cui asserisce che le “indagini minime obbligatorie e di carattere geologico, geofisico e geotecnico possono essere eseguite solo dal geologo, una volta esperite le attività professionali” se le indagini e prove devono essere certificate e pertanto possono essere eseguite solo da soggetti terzi, spesso non geologi, quali società di sondaggi e indagini autorizzate secondo la circolare 7619 e che possono avere come direttore tecnico un laureato (non iscritto all'ordine!) anche in ingegneria o in architettura?

5.In termini di indagini minime obbligatorie il regolamento è estremamente restrittivo e non discrezionale: in casi di difficoltà logistiche o per opere di minima rilevanza, in cui il programma di indagini imposto non è attuabile o economicamente non giustificabile, quali sono le garanzie che il professionista geologo veda accettata la propria relazione dal Genio Civile, rimanendo comunque nei termini di legge?

6.Per quale motivo nell'allegato A viene coniata la figura del progettista delle strutture e della relazione geotecnica, escludendo di conseguenza il geologo dalla titolarità prevista per legge di redigere la relazione geotecnica?

7.In quale modo l'Ordine, consapevole dell'importante impatto che il regolamento regionale potrà avere sul lavoro e sulla figura del geologo professionista, ha informato e coinvolto gli iscritti? Per quale motivo tra i tanti interessanti corsi e seminari organizzati dall’Ordine, non è stata proposta in tempo utile una tavola rotonda in cui esaminare, valutare e proporre eventuali modifiche a questa nuova normativa?

8.Perché il regolamento regionale è stato redatto in forma molto più restrittiva e senza tener conto di quanto già delineato negli standard metodologici e di lavoro del nostro Progetto Qualità del 2009, che tra l'altro definisce con maggior competenza tecnica il programma di indagini adeguandolo correttamente al tipo di terreno e alle dimensioni dell'opera?

9.E' stata istituita una commissione con rappresentati dell'Ordine per la tutela della figura del geologo professionista che interagisse con le strutture regionali in fase di stesura e approvazione del regolamento?

N.B. I quesiti 3 e in parte 4, hanno trovato una naturale risposta in seguito alle recenti sentenze del TAR Lazio n. 3757/2012 e 3761/2012, che si possono consultare al seguente indirizzo:

http://geologilazio.it/ordine/000829/Il-...ri-ministeriali

Ultima modifica di Fabio Termentini; 15/05/2012 01:54.

Fabio Termentini

GEOLOGO
di quelli che amano sporcarsi le mani in cantiere, mica a colorare le cartine....