L'accelerazione non è granché ma su una massa d'aria la deflessione è comunque notevole, com'è noto.
Per i processi geodinamici associati alla tettonica delle placche le cose stanno diversamente perché sono in gioco velocità dell'ordine di 1E-09 m/s e masse rigide; quindi ci si può aspettare che per i movimenti tettonici l'effetto di Coriolis sia insignificante.
In effetti una placca che si sposti con una velocità di 10 cm/anno, vale a dire circa 3x10-9 m/s, subirebbe un'accelerazione di Coriolis dieci miliardi di volte inferiore a quella calcolata per la massa d'aria:
ac = 2 * 7.3E-05 rad/s * sen(40°) * 3E-09 m/s = 3E-13 m/s^2.
Questo potrebbe essere vero se stessimo osservando SOLO la placca. Siccome stiamo osservando la placca che è trascinata dai moti sottostanti questa è la formulazione più sfavorevole alla ipotesi che Coriolis modelli la placca stessa dato che il tuo presupposto è: "masse rigide".
Ti ricordo che la lunghezza del raggio terrestre è circa 6370 Km. Solo il nucleo esterno è provato essere liquido.
Tra nucleo esterno e litosfera ci sono circa 2400 km di mantello solido e circa 200km di astenosfera che si ritiene sia in uno stato fluido-viscoso.
Riguardo gli strati solidi, liquidi e viscosi qui menzionati vorrei sapere se le caratteristiche meccaniche di questi strati corrispondano a quelle comunemente indicate per quegli stati della materia.
Non posso pensare che un pezzo di roccia che sta a 2600km di profondità ha le stesse caratteristiche meccaniche di uno che sta a livello del mare.... Forse a compressione potrebbe reagire come in superficie visto che è costretto, ma a taglio credo ci sia una bella differenza....
Studiare senza meditare è inutile, ma meditare senza studiare è pericoloso
Meglio correre un rischio che rimanere immobili.....
