allora,ma non vi sembra strano che chiese antiche di 300-500anni che avranno resistito sicuramente a terremoti del genere se non molto peggiori,cadano come fuscelli?
ma voi siete pronti a dire le peggio cavolate
ma non basta a spiegare a chi conosce i metodi,la scienza,gli ordini di grandezza dei fenomeni in gioco..
c'è un solo modo per spiegare perchè terremoti tuttosommato leggeri rispetto al passato nelle stesse zone(quindi analoghe amplificazioni dell'onda sismica) abbiano fatto disastri su strutture che hanno resistito 3-6secoli..
una sola..
che siano sismi diversi..non naturali (quelli naturali quelle strutture hanno dimostrato di reggerli)sono sismi artificiali
e quindi anche con intensità minore risultano particolarmente ostici da sopportare da parte di strutture che pur hanno retto ai secoli..
A l'Aquila anche c'è stato il fenomeno che in Emilia a causa della maggiore presenza di acqua nel sottosuolo(e di sabbie da detriti alluvionali dei fiumi) è risultato ancora superiore,ossia la liquefazione dei terreni e del substrato
con esplosione di fanghi addirittura dentro le case..
mentre a l'Aquila si manifestà soprattutto nei terreni di campagna insieme al fenomeno del ritiro delle falde acquifere e diminuzioni dei livelli di alcuni laghi ,come se si perdessero in cavità createsi dopo il sisma..
il che è perfettamente comptabile con quanto avvenuto in Emilia visto che dopo l'esplosione dei fanghi in superficie si creano sotto dei vuoti che solidificati lasciano enormi voragini,che venivano,come a l'Aquila,riempite dai laghetti affioranti e dalla sorgenti d'acqua,che si svuotarono o diminuirono notevolmente la loro portata..
questo fenomeno osservato a L'Aquila da vari scienziati
ha una interpretazione univoca e chiara ed è apparso in maggiore intensità in Emilia,per la presenza nel sottosuolo di più acqua impregnata nelle rocce e nel tipo di sedimento(sabbioso,dove ci sono le sabbie c'è anche l'acqua..!)
come ha detto Boschi questi terreni sono stati a causa della compressione come strizzati come una spugna ed hanno quindi liberato fanghiglia semiliquida..
difatto l'intero sottostrato delle zone dell'Emilia hanno avuto un comportamento fluido e non solido durante il sisma e fino alla solidificazione..
la stessa cosa avvenne a L'Aquila ...
questo a l'Aquila rimase palese nei pilastri torti
che fecero accorrere scienziati da tutto il mondo a studiare il fenomeno ossia la componente di torsione che il terreno ha impresso ai pilastri..
pochi ricordano le testimonianza di chi dormiva in macchina quella notte..che disse la macchina ruotò di 180gradi
ossia ce la ritrovammo nella direzione opposta a come ci eravamo parcheggiati..
questo è possibile in un solo caso,nessun moto ondulatorio e sussultorio,può darlo,solo una componente rotatoria..
e la componente rotatoria del terreno che è solido,può aversi solo se si innesca un moto..
ossia un moto vorticoso..
ed i vortici sono possibili solo nei fluidi e non nei solidi..
quindi i pilastri si sono torti perchè la base ha ruotato..
ovviamente la distanza dalla base ha determinato un campo di velocità/spostamento sul pilatro che ha dato la torsione della trave,visibile ad occhio nudo..
lo stesso tipo di dinamica ha permesso all'auto di ruotare anche di 180°
i moti vorticosi di un fluido sono cioè dei mulinelli gli stessi che si innescano in un fluido in prossimità dello scarico..
proposi questa lettura anche nel caso dell'Aquila..il problema
che il geologo,che di dinamica e meccanica sa poco,tende a risolvere e spiegare ,secondo le cose che sa..e per lui un terreno ,rigido,non può ruotare..
ma un terreno che fonde,diventa un fluido per un periodo fino alla prossima solidificazione..ed in quel frangente va trattato come fluido ..ed un fluido non si interessa di deformazione ma di velocità di deformazione che poi imprime al pilastro che risulta immerso in un fluido molto viscoso..
non in un solido..
il motivo per cui una struttua rigida come un palazzo o una casa con una larga base di appoggio(platea ad esempio)
non riesce a resistere e compensare questa componente è che si becca tutta la componente rotatorio e quindi torsionale
che si va a sommare alle altre due..
solo le strutture a pali profondi e sottili riesce a sopportare abbastanza bene la componente rotatorio del fluido..
basti pensare come sono fatte le palafitte ..
quindi intanto bisognerebbe studiare come questa componente rotatoria si è manifestata..nel sottosuolo
e non è cosa facile in quanto avviene in profonità(in EMilia in superficie e potrebbe essere un buon modo per studiare questi fenomeni!)e soprattutto perchè poi il tutto si risolidifica è cioè un comportamento che il terreno manifesta (sia direttamente sia poggiando su un substrato che ha quel comportamento come avvenuto nel caso dell'Aquila)
cambiando le sue relazioni costituve totalmente.e quindi tutte le relazioni sforzo deformazione diventano sforzo-velocità di deformazioni..ed intervengono altre equazioni,quella di navier-stokes per fluido molto viscoso..
nelle peggiori condizioni di assenza di semplificazione possibile..
ma qui ci vorrebbe un fisico della materia molto ferrato che riesca a fare un modello affidabile..
altro che spiegare con i soliti schemi ..
qui c'è bisogno di ben altro sforzo..
...
capperi, ma allora sei veramente uno scienziato con le p@lle!
Forse addirittura un profeta (leggere i primi due paragrafi è emblematico.
Forse ho capito chi sei:
http://www.youtube.com/watch?v=2Jd80J9GPM0