Ciao a tutti,
seguendo il dibattito mi appare sempre più chiaro (mia opinione ovviamente) che un sistema di mappatura della pericolosità sismica, il tempo di ritorno non debba avere tutta quell’importanza. Conosciamo tutti la genesi di un terremoto e quali strutture la generano. Analisi storiche considerano un intervallo temporale poco paragonabile al problema sismico dal punto di vista fisico-strutturale. Mi spiego meglio. Se la faglia di Mirandola (scheda già messa su questo 3d) ha una potenzialità di 5.9 (scheda aggiornata nel 2007), non sapendo in realtà il vero tempo di ritorno (un solo evento di 500 anni fa non può fare statistica), allora bisogna essere umili e affermare che sappiamo solo che lì si può generare un sisma di 5.9. Da qui, con analisi di possibile profondità (dettata dalla geometria delle strutture (linee sismiche), si può fare il ragionamento relativo alle accelerazioni e in superficie tutte le considerazioni di sito. Pertanto, dare tanta importanza al tempo di ritorno (che in realtà è una chimera) e poca importanza alla struttura (unica cosa veramente nota) mi pare presuntuoso e scellerato.
A mio avviso l’errore è troppo alto se commisurato con il valore della vita umana.
Allego un estratto della carta geologica strutturale della zona in questione. Tutti la conosciamo e sono stati apportati grandi miglioramenti sulla definizione da quando è stata pubblicata. Come può essere classificata 3 quella zona che sappiamo essere il fronte di una catena e pertanto la zona più attiva??? se il tempo di ritorno (stimato a spanne è dir poco) è alto, non sappiamo comunque se avverrà domani o tra 1000 anni. ergo si deve affermare che in quel sito si hanno sismi di 5.9 e BASTA. Eì ovvio che qualcosa non torna
Questo è solo il mio modesto parere.
dove hai trovato quella cartina che hai postato? mi piacerebbe vederla di tutta italia e capirla...