Salve, prima cercando su internet notizie relative al terremoto in emilia mi è capitato di leggere questa intervista fatta al prof Barba di cui allego il link intervista Vorrei la vostra opinione al riguardo. Grazie
L'intervista non dice granchè, i concetti affermati da Barba sono noti da tempo, io gradirei più qualche riferimento ad articoli cientifici o studi ufficiali. In sintesi Barba appare delimitare una fascia ad alto rischio che segue il margine di placca, quindi la sua è una zonazione puramente sismotettonica e non basata anche sulla cronologia dei terremoti. La carta ufficiale di rischio dell'INGV si basa sul metodo del probablismo sismotettonico di Cornell, ma è stata recentemente criticata con obiezioni rigorose dal prof. Mulargia. La verità probabilmente sta nel mezzo, ossia la cronologia storica dei terremoti è indicata per quanto attiene ai sismi con periodo di ritorno storico, viceversa la sismotettonica strutturale è significativa per le faglie che si riattivano dopo tempi mlto lunghi, gneralmente maggiori del millennio
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Massimo l'incogruenza è tra la mappa del 2009 in cui l'Emilia Romagna aveva una probabilità tra il 55 e il 65% nei prossimi 25 anni di terremoto forte e la sola accelerazione massima prevedibile al suolo compresa tra 0,100 e 0,150 g (che poi ha dato luogo alla classificazione in zona 3 e 4) della mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale espressa in termini di accelerazione massima del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni, elaborata nel 2004, per i territori ora colpiti dai due sismi.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
......E perchè quando c'è stato il terremoto, quello più forte delle 4, si è sentito un grande rombo e una serie di lampi, nella direzione dell'epicentro?
Questa me l'ero persa.....
Effetto Triboluminescenza! Questo terremoto non si è fatto mancare proprio nulla......
Mi ha fatto molto pensare quella relativa al viadotto che ha subito un rigetto orizzontale, come se ci fosse stata anche una componente trascorrente, ma probabilmente è stato un effetto di torsione della struttura in corrispondenza di un giunto, visto che nelle altre immagini non si ravvisa nessuno spostamento orizzontale ma solo verticale.
Nei viadotti in curva (come quello della foto) vengono messi degli "spessori" per dare la giusta soprelevazione (bassa all'interno ed alta all'esternodella curva).
Questo della foto che dici, potrebbe esser scivolato lungo questa pendenza con le vibrazioni del terremoto? Da notare che a lato degli spessori non vengono sistemati dei fermi per impedire lo scivolamento laterale
Ciao a tutti, seguendo il dibattito mi appare sempre più chiaro (mia opinione ovviamente) che un sistema di mappatura della pericolosità sismica, il tempo di ritorno non debba avere tutta quell’importanza. Conosciamo tutti la genesi di un terremoto e quali strutture la generano. Analisi storiche considerano un intervallo temporale poco paragonabile al problema sismico dal punto di vista fisico-strutturale. Mi spiego meglio. Se la faglia di Mirandola (scheda già messa su questo 3d) ha una potenzialità di 5.9 (scheda aggiornata nel 2007), non sapendo in realtà il vero tempo di ritorno (un solo evento di 500 anni fa non può fare statistica), allora bisogna essere umili e affermare che sappiamo solo che lì si può generare un sisma di 5.9. Da qui, con analisi di possibile profondità (dettata dalla geometria delle strutture (linee sismiche), si può fare il ragionamento relativo alle accelerazioni e in superficie tutte le considerazioni di sito. Pertanto, dare tanta importanza al tempo di ritorno (che in realtà è una chimera) e poca importanza alla struttura (unica cosa veramente nota) mi pare presuntuoso e scellerato. A mio avviso l’errore è troppo alto se commisurato con il valore della vita umana. Allego un estratto della carta geologica strutturale della zona in questione. Tutti la conosciamo e sono stati apportati grandi miglioramenti sulla definizione da quando è stata pubblicata. Come può essere classificata 3 quella zona che sappiamo essere il fronte di una catena e pertanto la zona più attiva??? se il tempo di ritorno (stimato a spanne è dir poco) è alto, non sappiamo comunque se avverrà domani o tra 1000 anni. ergo si deve affermare che in quel sito si hanno sismi di 5.9 e BASTA. Eì ovvio che qualcosa non torna Questo è solo il mio modesto parere.
Ciao a tutti, seguendo il dibattito mi appare sempre più chiaro (mia opinione ovviamente) che un sistema di mappatura della pericolosità sismica, il tempo di ritorno non debba avere tutta quell’importanza. Conosciamo tutti la genesi di un terremoto e quali strutture la generano. Analisi storiche considerano un intervallo temporale poco paragonabile al problema sismico dal punto di vista fisico-strutturale. Mi spiego meglio. Se la faglia di Mirandola (scheda già messa su questo 3d) ha una potenzialità di 5.9 (scheda aggiornata nel 2007), non sapendo in realtà il vero tempo di ritorno (un solo evento di 500 anni fa non può fare statistica), allora bisogna essere umili e affermare che sappiamo solo che lì si può generare un sisma di 5.9. Da qui, con analisi di possibile profondità (dettata dalla geometria delle strutture (linee sismiche), si può fare il ragionamento relativo alle accelerazioni e in superficie tutte le considerazioni di sito. Pertanto, dare tanta importanza al tempo di ritorno (che in realtà è una chimera) e poca importanza alla struttura (unica cosa veramente nota) mi pare presuntuoso e scellerato. A mio avviso l’errore è troppo alto se commisurato con il valore della vita umana. Allego un estratto della carta geologica strutturale della zona in questione. Tutti la conosciamo e sono stati apportati grandi miglioramenti sulla definizione da quando è stata pubblicata. Come può essere classificata 3 quella zona che sappiamo essere il fronte di una catena e pertanto la zona più attiva??? se il tempo di ritorno (stimato a spanne è dir poco) è alto, non sappiamo comunque se avverrà domani o tra 1000 anni. ergo si deve affermare che in quel sito si hanno sismi di 5.9 e BASTA. Eì ovvio che qualcosa non torna Questo è solo il mio modesto parere.
dove hai trovato quella cartina che hai postato? mi piacerebbe vederla di tutta italia e capirla...
La carta ufficiale di rischio dell'INGV si basa sul metodo del probablismo sismotettonico di Cornell, ma è stata recentemente criticata con obiezioni rigorose dal prof. Mulargia.
ciao mccoy, potresti approfondire questo discorso con eventuali link alle critiche da te citate? E' interessante verificare come, accanto alle critiche ai criteri costruttivi di edifici e capannoni, ed alle lacune normative pregresse, stiano sempre più emergendo voci relative alla inadeguatezza della mappa di pericolosità sismica dell'INGV, e non solo da parte di pseudo-esperti mediatici di cui è spesso palese l'assenza di una solida base scientifica. saluti
Ciao a tutti, da geologo campano sento il bisogno di esternare tutta la mia solidarietà all'Ufficio Geologico della Regione Emilia Romagna e vorrei far sapere a tutti i non addetti ai lavori che il terremoto ha colpito una Regione all'avanguardia nel settore della prevenzione del rischio sismico intesa come Microzonazione. Forse il problema è nell'ambiguità esistente tra MS ed NTC. La prima è ancora solo linee guide, indirizzi e criteri mentre le NTC sono norma dello Stato da rispettare a prescindere. Il più delle volte studi di MS e di RSL hanno dimostrato l'inadeguatezza delle NTC ma andare oltre le NTC costa e se non sei obbligato per legge non lo fai. Il problema è che dopo gli studi servono i soldi per adeguare. Giuste le perplessità per le decine di morti ma a mio avviso se la scossa fosse avvenuta nella mia Regione con analoga inensità sarebbero venute giù le scuole. Comunque è un film già visto, passato il momento in cui tutti parlano di studi, prevenzione e responsabilità tutto resterà come prima. Spero almeno che arrivino i finanziamenti per le persone e le aziende che hanno subito i danni, e non dimentichiamo L'Aquila (lì stanno ancora aspettando).
Come diventerebbe una mappa di pericolosità sismica che non dovesse tener conto del "periodo di riotrno" e del catalogo storico 1000-1980?
Come sarebbe se fosse basata solo sulla conoscenza delle strutture sismogenetiche ed il loro potenziale stimato?
EDIT: Aggiungo collegandomi a questa: http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=109359#Post109359 che da quello che leggo in questa discussione avevo sollevato una giusto interrogativo riguardo la prevenzione e la previsione. Quella carta ed il metodo di Cornell sono da rivedere.... e mi sembra non sono il solo a pensarlo