sono d'accordo, anche perchè quello che dovrebbe guidare la nostra scelta del tipo di indagine, del numero, ecc. ecc. è il terreno e il contesto geologoco-geomorfologico-geotecnico.
Ripeto, anche se intravedo alcuni aspetti positivi in questi regolamenti, si rischia che si facciano sempre e solo determinate prove magari perchè l'opera ricade in una determinata classe d'uso o è di una determinata grandezza oppure impegna determinate risorse economiche.
non può essere che poichè il regolamento mi impone 2 DPSH, ma il contesto non lo permette e io possiedo solo DPSH oppure mi sono rivolto ad un collega che possiede solo DPSH allora le faccio lo stesso perchè ho gia pattuito il prezzo (500 euro sic!!)anche se hanno un'applicazione limitata o non hanno nessun senso.
Tutto questo "determinismo" può essere evitato o limitato liberando il geologo dalla schiavitù dello strumento personale e delegando ad altri soggetti l'esecuzione delle indagini. tali soggetti devono essere in grado di realizzare qualsiasi indagine, in qualsiasi contesto geologico e in qualsiasi situazione logistica evidentemente sotto la direzione del professionista che richiede tali indagini.
solo questo ci metterà al riparo dal passare da professionisti dotati di cervello a professionisti dotati di penetrometro, il quale sostituisce, per ovvie ragioni economiche, il suddetto cervello!