I geologi mi scuseranno, ma la devo dire.
Caro Joe, sei terrorizzato, lo dici e questo ti fa onore perché è normale che sia così.
Vai cercando ovunque qualcuno che ti dica "..tranquillo, mai nessun terremoto violento accadrà a Reggio Emilia-city, lo giuro"
Okay, mi spiace ma, a costo di essere cruda: NESSUNO TE LO DIRA', semplicemente perché nessuno lo può sapere.
Sotto i piedi di Reggio NON c'è a conoscenza odierna nessuna faglia o sorgente, ma ci sono nell'arco tra Reggio e Rolo, e poi tra Busseto e Cavriago (e su questa ci cammino io, che sto a Parma) e ancora tra Langhirano e Neviano, tra Fornovo e S. Giorgio Piacentino..molte di queste faglie sono "sorelle" di quella/e attualmente in attività.
Il punto è sempre il solito. Non possiamo sentirci "al sicuro" se un evento accade lontano da noi o anche solo se la "nostra" casetta è progettata e realizzata da resistere a sismi "giapponesi". Credo che anche eticamente non sia corretto e non fa bene neanche alla psiche! Forza joe, fuori i "c..ingoli", e sforziamoci, ognuno nel suo campo, a far emergere con forza la questione della SICUREZZA DELLE COSTRUZIONI, e intendo delle costruzioni di tutti. Lo dobbiamo pretendere e non solo per i terremoti, perché ricordiamoci anche che siamo una nazione con un livello di dissesto idrogeologico notevole.
E' un diritto che ci appartiene. Non è tanto importante sapere se sto o meno sulla faglia; è OBBLIGATORIO sapere che, essendo in una zona potenzialmente a rischio, il costruito è in grado di resistere alle possibili sollecitazioni. Questo si deve sapere. Questo si deve pretendere, perché se siamo in sicurezza, poco importa se arriva o dove arriva la scossa.
Sto in una casa che ha delle vulnerabilità da urlo e te lo dico con certezza, perchè son 3 anni che faccio sopralluoghi con il servizio sismico della regione a seguito di terremoti...credi che stia tranquilla?
Un suggerimento: coagula intorno a te persone che, come te sono interessate alla questione, mettetevi (mettiamoci) insieme, con professionisti del settore, con la gente comune che perde tutto in queste vicende. Io ho già iniziato. Non si tratta di fare allarmismi inutili, si tratta di avere coscienza di dove si vive e rispettare la terra che ci ospita, fino a spingere quelli che ci chiedono i voti alle elezioni, a prendere sul serio la questione.
Insieme, tutti insieme potremmo riuscire e staremmo tutti meglio e, insieme,anche le paure si stemperano.
Utopia? Forse se proviamo...
Non rubo più spazio, lo prometto!
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