Scusate l'intromissione, seguo questo forum dal 20 maggio, sperando nella lettura dei vari interventi (molto) tecnici di trovare risposta alle molte ansie (e paure) con cui sto convivendo.
Sono di Bologna e divido la mia vita tra la mia città e Salò (dove ho famiglia), dal 20 non riesco più a vivere tranquillo. La prima scossa a Salò ci ha svegliati nel cuore della notte, la casa (già toccata da un sisma locale nel 2003, che ha lasciato evidenti crepe) ha tremato molto, ci sono persino cadute diverse suppellettili dagli scaffali. A Salò sentiamo le scosse molte più forti di come invece le percepiamo a Bologna, questo significa che sono indirizzate a N NW ? Questo lungo protrarsi di scosse,il loro alto numero ed anche la forte intensità mi preoccupano non poco.
Per scelta da diversi anni nel mio andirivieni tra Salò e Bologna non faccio più l'autostrada, il mio percorso, sempre lo stesso mi fa attraversare nell'ordine: San Giovanni in Persiceto, Crevalcore, Camposanto, Cavezzo, San Possidonio, Concordia, Quistello, San Benedetto Po e poi Mantova, Goito etc etc..
Dopo il sisma del 20 (che aveva toccato Finale, San Felice e Mirandola che io solo sfioro) sono tornato a Bologna facendo il mio solito percorso, mi son fermato al solito panificio di Concordia, ho visto il Pam di San Possidonio e tutto era normale, solo qualche striscia di nastro rosso e bianco su vecchi casolari di campagna. Qualche segno più evidente lo si vedeva a Cavezzo, ma nulla che denunciasse una situazione estremamente drammatica (c'era però un'aria di vita sospesa, con tanta, tanta gente che chiacchierava, o sostava sugli usci delle porte o nei cortili dei condomini). Dopo una settimana so che questi posti sono distrutti, non so cosa ne sia degli esercenti attività commerciali che frequentavo e sono sgomento (dopo la scossa del 29 son tornato a Salò con l'autostrada).
Sono sgomento perchè non è "normale" che le cose vadano in questo modo, ci è sempre stato insegnato che dopo la prima scossa lo sciame prosegue in calando, siamo abituati a pensare che se è andata bene la prima volta l'abbiamo scampata (o sgapponata come diremmo a Bologna) e invece non è stato così: questo terremoto, o questo sciame, non sembra comportarsi come da letteratura (o abitudini) dovrebbe.
Ho letto un interessante specchietto su Repubblica di lunedi, elencava tutti i principali terremoti italiani, a partire da quello del Friuli e per ognuno segnava la magnitudo e la durata delle repliche. Ricordo che si andava dai 3 ai 4 mesi, all'anno di quello dell'Umbria e si evidenziava che per quello dell'Aquila (che pare abbia ancora qualche manifestazione) erano state registrate nei 2 anni successivi 900 scosse. Nel "nostro" le scosse sono state 900 nei 10 giorni successivi e stanno tuttora proseguendo in grandissimo numero e in forte intensità (vedasi quello di questa sera).
Sinceramente, è normale tutto ciò ? O stupisce anche voi esperti ?
E' vero che, come si è sentito dopo la scossa del 29, quello che sta succedendo può avere ripercussioni o innescare nuovi terremoti in tutta la pianura padana?
Scusate la lunghezza e l'intromissione, non so nemmeno cosa sperare di sentire. So solo che ad ogni scossa che si avverte qui (e siamo lontani) l'insicurezza cresce (e calandomi nei panni della gente del luogo, che ben conosco, provo ancora più angoscia) e non so davvero quando potrò tornare a dormire un sonno tranquillo nel mio letto, invece che attraversare notti agitate, vestito e sul divano.