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Gentili collleghi, chiedo il vostro parere su un fenomeno di risalita di umidità dalle fondazioni in un edificio. Il problema Un edificio viene costruito ex novo su rocce vulcaniche fratturate (siamo sui versanti dell'Etna), assenza di falda superficiale ma, sin dai primi anni al piano terra si verificano notevoli risalite di umidità sulle pareti (sin quasi a 2 metri), con muffe, scrostamenti dell'intonaco, e ambiente invivibile. All'ingegnere che mi ha posto il quesito, ho ipotizzato a parte una probabile assenza di isolamento delle fondazioni dal substrato 1) la possibilità che le acque di pioggia siano convogliate verso la struttura, o che i tombini di smaltimento delle stesse non li convoglino in conduttura portando detta acqua direttamente sulle fondazioni 2) Perdita in quanche conduttura idrica sotto traccia 3) Scarico dei liquami direttamente nel suolo e sotto l'edificio senza il rispetto delle distanze della normativa. Chiedo qual'è la vostra esperienza a proposito e in tal caso come si possa dimostrare la negligenza del costruttore? C'è modo di scoprire la fonte dell'umidità? Grazie a tutti
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Ti sei già risposto da solo sulle possibili cause, per dimostrare ciò credo che si possa fare qualche indagine tipo georadar (per verificare la presenza di tubazioni e sullo stato dei tombini) e/o puoi provare ad immettere acqua (molta) nei tombini di smaltimento delle acque piovane; per le perdite sottotraccia di tubazioni di puoi verificarlo a valle di eventuali contatori privati facendo delle prove ad esclusione, se i contatori registrano un consumo nonostante i rubinetti siano chiusi allora qualche problema c'è (seppure mi sembra improbabile visto che l'edificio è di recente costruzione, a meno di qualche ca....a dell'idraulico). Tieni conto che i costruttori tendono a risparmiare moltissimo sulla qualità degli intonaci e rifiniture delle murature; l'utilizzo ad esempio di intonaci pronti a base di gesso amplificano le "risalite capillari", con conseguente distacco degli stessi; stendo un velo pietoso sull'isolamento, soprattutto se si tratta di una "speculazione" edilizia; in pratica non viene quasi mai eseguita, salvo qualche raro esempio, il tutto per risparmiare un paio di migliaia di euro!!!. Visto che i fenomeni si registrano (ovviamente) al piano terra potrebbe anche darsi che l'eventuale vespaio, secondo la mia esperienza in un caso analogo, non sia stato eseguito a regola d'arte e con materiali idonei (ghiaia) Ciao e buon lavoro
"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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Potrebbe esserci una falda profonda al di sotto delì'edificio ma che verso monte probabilmente risale di qualche metro, probabilmente sino a due metri sopra la quota delle fondazioni del tuo edificio e l'umidità si produrrebbe per risalita capillare. l'altezza della risalita dell'umidità dovrebbe coincidere con la piezometrica. Per il risanamento occorre utilizzare delle malte per intonaci non igroscopiche, ce ne sono molte in commercio, in tal modo il fenomeno si riduce sensibilmente e per la parte che resta un deumidificatore dovrebbe completare l'opera. Ovviamente senza ricorrere ad interventi strutturali più invasivi e costosi.
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Grazie a tutti per i consigli. Per Grannisi, è vero che mi sono risposto da solo ma, non avendo molta esperienza desideravo conoscere l'esperienza altrui. La struttura è un edificio pubblico per cui ho notevoli dubbi sulla bontà dei lavori, tant'è che l'ingegnere ha riscontrato errori anche nella progettazione, cito un esempio che ricordo: al piano terra c'è un balatoio a quota zero che, anzichè avere sotto il vespaio (come già evidenziato da Te) è poggiato direttamente sul terreno, pertanto mi dirai ecco spiegato il fenomeno, ma la cosa strana è che l'umidità si trova anche nelle pareti interne molto distanti dalle esterne e in quantità elevata. Mi confermi che col georadar si potrebbe "vedere" qualcosa circa le cause del fenomeno? Avanzo una proposta forse folle (non mi giudicare male, non ho molta esperienza professionale), visto che mi suggerisci di usare molta acqua per le caditoie, per rendere più visibile il fenomeno si potrebbero usare i TRACCIANTI? Per Moramax, in realtà è la tesi dell'impresa costruttrice, se così fosse non ci dovrebbero essere venute d'acqua (che non ci sono) in zona? inoltre l'area pur essendo ai margini di un pendio dolce argilloso poggia sulle lave fessurate poggianti a loro volta su detta formazione, però tutta l'area della costruzione si trova in posizione topografica leggermente inclinata, per cui ritengo che eventuali acque sotterranee debbano potersi allontanare agevolmente dall'area, e qui ritorno al non adeguato isolamento delle fondazioni da parte del costruttore. Per verificare ulteriormente quanto da Te asserito era mia intenzione eseguire una ricognizione negli edifici limitrofi (non sono stato ancora sul sito, in quanto si tratta di una "chiaccherata" con l'ingegnere il quale mi ha mostrato tutta una serie di foto dei luoghi con evidenziati i danni).
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Astonmoicad, il georadar può agevolarti nel rintracciare i vari sottoservizi e/o tubazioni, prova a contattare qualcuno che fornisce tali servizi, ti darà qualche informazione in più. Non saprei dirti se i traccianti in questo caso possano agevolarti nella ricerca ed evidenziazione del problema, valuta eventuali costi (acquisto della fluoresceina) e se ne vale la pena si può fare un tentativo. Da quello che descrivi, dal punto di vista geologico, mi è sorto un dubbio: sei sicuro che l'edificio poggia sulle lave, visto che ancora non sei stato sul sito? Ciao
"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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Per Grannisi, ho letto la relazione geologica allegata al progetto e visto la relativa carta geologica, che rispecchia quella al 50.000 dell'Etna, tranne che il collega abbia preso una cantonata. Grazie ancora di tutto.
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Originariamente inviato da astonmoicad: Per Grannisi, ho letto la relazione geologica allegata al progetto e visto la relativa carta geologica, che rispecchia quella al 50.000 dell'Etna, tranne che il collega abbia preso una cantonata. Grazie ancora di tutto. Da quello che dici il mio dubbio tende a diventare certezza!!! ovviamente in funzione a quello che mi viene in mente, in base ad una opinione del tutto personale. Puoi dirmi approssimativamente in che zona si trova il sito? (sempre se ti è possibile e se ti va) Ciao
"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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La zona è Randazzo paese, per il resto puoi essere più chiaro? So che la carta dell'Etna contiene imprecisioni, ma spero che il collega abbia effettuato quantomeno un sopralluogo di massima e che non abbia confuso le argille variegate con le lave del Mongibello antico o recente. Alla relazione sono allegati i dati di 4 traverse sismiche, spero non inventate!!!!
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Fatte o non fatte le traverse sismiche non ti danno certezze, specie se mancano i sondaggi di taratura, figuriamoci poi per l'individuazione della presenza d'acqua. Ho fatto la tesina di rilevamento in quella zona, anche se non proprio nel paese, ma immediatamente ad ovest, e posso assicurarti che al di sopra delle lave puoi riscontrare dei limi e limi argillosi palustri, comunque non credo che il collega si possa essere confuso con le argille variegate, visto che nel paese non affiorano, perlomeno a quanto ricordo io, sono passati vent'anni!!!. Mi sembra pertanto che si possa escludere una cantonata da parte del collega, anche perchè la presenza di argille e/o alluvioni limose palustri si sarebbe riscontrata negli scavi di fondazione in fase esecutiva, probabilmente il problema, se possiamo avere la certezza di escludere la presenza di falda, potrebbe essere proprio nell'inadeguatezza del vespaio con eventuali altre concause da ricercare. Infatti i costruttori (pur di risparmiare) tendono ad utilizzare i materiali provenienti dagli scavi delle volte del tutto inidonei all'uso che se ne vuole fare. Ciao e buon lavoro P.S.: Per tua informazione, se non lo sai già, ad ovest di Randazzo, in località "Gurrida" esiste(va), l'unico esempio in Europa di lago di sbarramento vulcanico! Ciao
"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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Grazie di tutto, non conoscevo la presenza del lago di sbarramento, sono sempre più convinto nell'andarmi a fare una passeggiata a Randazzo anche perchè mi intriga tutta la problematica. Grazie ancora, ciao e alla prossima.
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