L’evoluzione della professione di geologo, dalla sua origine ad oggi, ha subito vari aggiustamenti. Dal “geologo naturalista” originario, siamo passati al “geologo - geotecnico”.
Il mitico traguardo è stato raggiunto dopo asperrime battaglie con gli ingegneri e in contrapposizione con il mondo accademico ed anche con alcuni geologi al vertice del Consiglio Nazionale dei Geologi che si ostinavano a redigere e a suggerirci di redigere la “relazione geologico - tecnica“ perché la relazione geotecnica era appannaggio esclusivo degli ingegneri ed architetti di qualsiasi specializzazione.
La battaglia è stata vinta con l’apporto dei “geologi-imprenditori” che hanno occupato lo spazio lasciato vuoto dalle altre professioni, monopolizzando le indagini geognostiche, geotecniche e geofisiche, il che ha loro permesso di acquisire quelle conoscenze ed esperienze che li hanno posti in condizione di dire la loro e collaborare fattivamente con i progettisti.
La sentenza del Consiglio di Stato n. 3283 del 13.04.2012 ha messo la parola fine alla professione di “geologo-avvocato” (al riguardo cosa ha da aggiungere alla sua perentoria affermazione il coordinatore Mccoy: “le prove in situ secondo il TAR non vanno certificate e basta”)??? .
La sentenza, inoltre, ha bloccato sul nascere l’ulteriore evoluzione della professione in “geologo-operaio”.
L’ostinazione a confondere l’attività di impresa che si esplica allorché si eseguono prove geotecniche di laboratorio e prove geotecniche in sito con quella di geologo libero professionista è stata deleteria per tutta la categoria.
In un ordine con un numero modesto di iscritti rispetto agli altri ordini, bisogna tendere all’unione, mentre si fa di tutto per scatenare gli uni contro gli altri.
I geologi, oggi, sono spaccati in tre raggruppamenti contrapposti:
-Geologi che hanno costituito una ditta secondo le leggi vigenti e quelli che si stanno attrezzando per farlo, con l’obiettivo di ottenere l’autorizzazione ministeriale prevista dal D.P.R. 380.
-Geologi liberi professionisti cosiddetti “puri” che non gestiscono direttamente alcuna attrezzatura;
-Geologi, come definirli “ibridi” o “misti” che sono professionisti e imprenditori (gestiscono attrezzatura varia) ma non sono iscritti alla C.C.I.A.A. né aspirano ad ottenere l’autorizzazione ministeriale prevista per eseguire le indagini.
Che la legge riconosca al geologo la competenza nel campo delle indagini geognostiche non sposta di un millimetro il problema.
Se si vuol fare un’indagine come prescrive la normativa (sono necessari dati fino a 30 m di profondità), bisogna essere attrezzati e organizzati come ditta, altrimenti non resta altro che rivolgersi o a ditte autorizzate che operano in regime di qualità e di controllo, o rivolgersi a ditte (costituite da geologi e non) che non sono soggetti a controlli e non possono rilasciare certificati ufficiali.
Gli indagati per i crolli nelle zone terremotate dell’Emilia e Romagna saranno chiamati a rispondere se i certificati allegati alle relazioni geologiche e geotecniche sono stati rilasciati da ditte non autorizzate ai sensi dell’art. 59 del D.P.R. n. 380????
Il Presidente del Consiglio Nazionale dei geologi è incorso in un’altra brutta figura, partecipando a titolo personale e in qualità di Presidente dell’Ordine Nazionale dei Geologi, alla causa di cui alla sentenza del Consiglio di Stato n° 3283 del 13 04. 2012 che ha posto la parola fine alla diatriba circa il significato della frase “prove geotecniche”. Così recita la sentenza: “in definitiva deve ritenersi che l’art. 59 del D.P.R. n° 380 del 2001, nella parte in cui fa riferimento alla prove geotecniche ricomprende nel proprio applicativo anche le prove che si svolgono in situ e che consistono nelle prove specificatamente indicati nei suddetti atti normativi secondari” ( circ. n. 617/C.S.LL.PP. del 02.02.2009 – Tab. C6.2.1 – n.d.r.)
Anziché cercare di circoscrivere le sfere peculiari dell’attività professionale da quelle imprenditoriali nel settore delle indagini geognostiche e geotecniche , magari lasciando al geologo professionista l’utilizzo di alcune attrezzature, si è cercato lo scontro, scavando un solco profondo tra i geologi – imprenditori, geologi professionisti che utilizzano in proprio una o più attrezzature e i geologi puri. In un momento grave per la professione sarebbe necessaria l’unità di intenti.