Ciao a tutti, vi leggo da qualche giorno, dopo il terremoto del 20. Abito a Ferrara e per la prima volta nella mia vita ho paura... La paura dipende principalmente dalla 'disinformazione': qui eravamo tutti convinti di vivere nella calma... piatta. Invece la nostra pianura ha mostrato un'immagine diversa. E adesso dobbiamo imparare a convivere con questo nuovo, ingombrante compagno... ahinoi...
Posta questa premessa e posto che, da quel poco che ho compreso, i terremoti si possono descrivere solo ex post, mi par di capire però che qualche previsione si possa fare. Ad esempio, un possibile terremoto in Pianura Padana era nell'ordine degli eventi prevedibili. Inoltre si può prevedere che dove un terremoto è avvenuto, esso tornerà a verificarsi. E' giusto?
In effetti se qui avessimo studiato la storia locale con più impegno, oggi non dovremmo stupirci di quel che accade... Perché la nostra convinzione di essere immuni da sismi si scontra con l'evidenza storica, ancorché lontana nel tempo...
Detto questo, la mia domanda è: esiste una periodicità nei terremoti? Tutti parlano del terremoto di Ferrara del 1570, come possibile 'chiave di lettura' del terremoto attuale. Anche se mancano dati certi su quell'evento... al di là delle cronache locali (redatte quindi con gli strumenti dell'epoca). Ho letto anche di un terremoto, sempre in zona, attorno al 1100. Alla luce di questi dati, mi chiedevo (e mi scuso per la terminologia rozza): se il terremoto libera energia che il sottosuolo ha accumulato in tot anni, è possibile che chiusa questa fase lo stesso sottosuolo abbia bisogno di un numero di anni simile al precedente per riaccumulare energia e, quindi, per creare le premesse per un nuovo terremoto della stessa portata? Se è vero che qui c'è stato un terremoto nel 1100 circa, poi nel 1570 e poi nel 2012, sembra esserci una periodicità abbastanza regolare... Oppure è solo una coincidenza e, per dire, potrebbe ricapitarcene uno uguale tra 5 o 10 anni?
Grazie!