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Originariamente inviato da: mimmo71
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Scusa Mimmo, quali sono le "prove specificamente indicate nei suddetti atti normativi secondari."


ntc08 al paragrafo 6.2.2 + circolare C6.2.2 + tabella C6.2.I


confido nella percezione della mia ignoranza
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Vorrei però sapere quale ditta potrà certificarle.. quali sono i requisiti per questa ditta..quelli della 7619?ma non era stata cancellata dal tar?se si in sostanza è stata "riammessa"?chiedo scusa se non uso termini propri del lessico legale ma speravo di dover solo fare il geologo e non il giurista..

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.....
9.– La questione che merita un indispensabile approfondimento istruttorio riguarda la definizione concreta del contenuto dell’appalto. E’, infatti, necessario che l’Autorità portuale depositi, nel termine di venti giorni dalla comunicazione della presente ordinanza, una relazione che – avuto riguardo a quanto affermato nella presente sentenza e alle indicazioni contenute nella circolare n. 7619 del 2010 – chiarisca se l’oggetto concreto dell’appalto implichi l’effettuazione di attività consistenti in prove geotecniche che si devono svolgere in situ e che appartengono alla tipologia per le quali gli atti normativi secondari sopra indicati richiedono una specifica autorizzazione. Le altre parti del giudizio sono autorizzate a fare pervenire anch’esse chiarimenti su questo aspetto.


Vogliamo dare una mano al nostro Presidente?
Vi allego il computo metrico da cui determinare la quota parte di :
"attività consistenti in prove geotecniche che si devono svolgere in situ e che appartengono alla tipologia per le quali gli atti normativi secondari sopra indicati richiedono una specifica autorizzazione"

Diamoci da fare! Vediamo chi riesce per primo a stabilire la somma in Euri di questa quota parte e cerchiamo di arrivare ad un numero il più picoolo possibile. pollicesu
Forza ragazzi abbiamo meno di 17 giorni

P.S. X IL PRESIDENTE
HAI FATTO UN DANNO ENORME MA NONOSTANTE TUTTO PER IL BENE DELLA NOSTRA CATEGORIA SIAMO SEMPRE DISPOSTI AD AIUTARTI MA SE CONTINUI A SDIRUBARCI RICORDATI CHE LA STESSA CATEGORIA TI SDIRUBBA A TE DAL POSTO IN CUI SEI:
…..
Il TAR Lazio ha ritenuto “assolutamente irragionevole…, oltre che in violazione delle disposizioni legislative, che le indagini geognostiche siano di per sé inibite ai geologi liberi professionisti, così come il prelievo di campioni e le prove in situ che possono essere operate anche senza particolari mezzi tecnici“.
Non ha bisogno di commenti quest’ultimo passaggio, che ha una rilevanza fondamentale nelle azioni di sostegno a favore del riconoscimento delle competenze professionali dei geologi e, permettetemi di aggiungere, in una eventuale difesa, che sarà sempre forte, decisa ed intransigente, di quella prerogativa dei geologi che sono le attività di prospezione geofisica.
….
GIAN VITO GRAZIANO
(PRESIDENTE ORDINE NAZIONALE GEOLOGI )




Adesso che cosa devo rispondere a mimmo sulle prove geofisiche di cui in tabella C.6.2.I della circ. 619/2009?
PROVA RISPONDERGLI TU PRESIDENTE bravo

Immagini allegate
Ultima modifica di Ivan Scaravilli; 04/06/2012 20:00.
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A me viene 262.975,24 per indagini geotecniche secondo tabella c.6.2.I (comprese le prospezioni geofisiche mad) contro 960.017,82 a base di gara. Ergo le geotecniche sono inferiori al 30% del valore dell'appalto e quindi subappaltabili.
Ergo cari colleghi imprenditori che volevate vittoriosa la mega impresa super certificata andatevela pigliare in saccoccia. Il ricorso non lo vincerete comunque.
Spero solo che il giudice vi condanni severamente al pagamento della multa per lite temeraria.

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Originariamente inviato da: mccoy


La sentenza comunque apparirebbe dare adito a 3 possibilità:

1) Terreno coesivo: Sondaggio a rotazione senza SPT, prelievo di campioni indisturbati= no obbligo di impresa certificata per il sondaggio. Ossia il sondaggio è geognostico, mentre la prova di laboratorio è geotecnica.
Una quarta possibilità è quella delle penetrometrie senza sondaggi e qui è evidente che si tratta di prove in situ che devono essere eseguite da imprese certificate.



credo, mc coy che ti sbagli. le norme secondarie che cita la sentenza sono proprio le circolari, "atti ammnistativi secondari" nelle quali si specificano le prove oggetto di certificazione. ebbene mi sembra chiaro che il prelievo di campioni a scopi geotecnici è soggetto a certificazione di ditta autorizzata anche se il campione lo porti al laboratorio fisso 7618. il ministero ha voluto creare una filiera "certificata". non può prenderlo chiunque per lo stesso motivo che le spt non può farle chiunque.


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Originariamente inviato da: mccoy

Bicio, credo che la sentenza del CDS sia definitiva e inoppugnabile.



Anche per la giustizia amministrativa c’è la Cassazione! I livelli di giudizio sono sempre tre!! Volendo il NOSTRO CNG può fare ricorso!! non a caso è opponendum wink wink accidenti ricorda basta mad


Oppure si posso fare ricorsi fatti bene su questioni non ancora sollevate e che possono annullare definitivamente questa STORIA DI MAFIA

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La sentenza comunque apparirebbe dare adito a 3 possibilità:
1) Terreno coesivo: Sondaggio a rotazione senza SPT, prelievo di campioni indisturbati= no obbligo di impresa certificata per il sondaggio. Ossia il sondaggio è geognostico, mentre la prova di laboratorio è geotecnica.
Una quarta possibilità è quella delle penetrometrie senza sondaggi e qui è evidente che si tratta di prove in situ che devono essere eseguite da imprese certificate.

credo, mc coy che ti sbagli. le norme secondarie che cita la sentenza sono proprio le circolari, "atti ammnistativi secondari" nelle quali si specificano le prove oggetto di certificazione. ebbene mi sembra chiaro che il prelievo di campioni a scopi geotecnici è soggetto a certificazione di ditta autorizzata anche se il campione lo porti al laboratorio fisso 7618. il ministero ha voluto creare una filiera "certificata". non può prenderlo chiunque per lo stesso motivo che le spt non può farle chiunque.


Se è come dici tu allora non c'è maniera di evitare l'autorizzazione per tutto.

Però:
1) La 7619 è stata o no abrogata?
2) La stessa 7619 indica un obbligo, non dice che il prelievo sia una prova in situ, ma un'attività:

Quote:
I laboratorio autorizzati per le indagini geognostiche, il prelievo dei campioni e le prove in sito devono
essere in grado di effettuare, elaborare e certificare almeno le seguenti attività e prove obbligatorie, che
costituiscono requisito minimo per il rilascio dell’autorizzazione:
1.1 PERFORAZIONI
1.1.1 Perforazione a rotazione per il carotaggio continuo o a distruzione di nucleo, fino ad una
profondità di almeno 50 metri, in ogni tipo di materiale;
1.1.2 Prelievo di campioni indisturbati (ad infissione ed a rotazione) e a disturbo limitato;


Spero che la parte finale della sentenza al CDS verrà definita al più presto così vedremo anche se il prelievo di per sè è stato parificato ad una prova in situ.

Avete poi notato che la 7619 non elenca il dilatometro? E questo vuol dire forse che il dilatometro non è una prova in situ per cui non c'è bisongo di autorizzazione?

Inoltre: Il DM e la circolare sono norme secondarie e non menzionano i prelievi tra le prove in situ, tabella C6.2.1 (mentre menzionano il dilatometro)


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Originariamente inviato da: Adriano Iachetta


Oppure si posso fare ricorsi fatti bene su questioni non ancora sollevate e che possono annullare definitivamente questa STORIA DI MAFIA

adriano in amministrativo hai tar cga cds...mi sembra siano 3 ma perchè in questo caso siamo passati dal tar al cds nm me lo chiedere adesso non saprei risponderti ma mi posso informare e farti sapere.
Per quanto riguarda LA STORIA di MAFIA non saprei dirti se la mafia siciliana abbia interesse per i buchi certificati di piccolo diametro (semmai un tempo poteva avere interesse per grossi pozzi abusivi di grosso diametro..ma ormai è preistoria). Ma di una cosa sono certo: questa porcata dai numerosi sviluppi amministrativi , e spero in un prossimo futuro anche penali per mettere fine a tutto ció, è partita proprio dalla Sicilia. Quí i paladini dell'antimafia hanno i laboratori certificati ed i posti istituzionali..non si puó parlar male di loro gratuitamentegratuitamente.

Ultima modifica di Ivan Scaravilli; 04/06/2012 22:25.
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...stupisce come con altisonante titolo: "PROPOSTE PER PROVVEDIMENTO DI URGENZA IN MATERIA DI INFRASTRUTTURE E TRASPORTI" in data 18 maggio il ministero si ponesse l'obbiettivo di una modificazione legislativa al fine di sanare i "guai" della sentenza TAR Lazio.
Ai molti appariranno chiari sia in origine che in scopi i motivi di tanta premura...
Allo stesso modo non si ravvisa solerzia di alcun ministero nel provvedere a sanare quella che è alla FONTE una situazione di palese danno per tecnici, committenti ed enti.
Attualmente solo pochi ed "illuminati" geni civili rifiutano relazioni con prove non certificate (che la maggior parte dei funzionari si renda conto dell'immane Ca...zz..ta???)...
e dunque cosa porta dirigenti, tecnici e progettisti a mantenere lo status quo? Un masochismo per future citazioni in giudizio o la presa di coscienza di trovarsi di fronte una norma palesemente sbagliata e dannosa?...a Voi le risposte.

Mi preme porre l'attenzione su un tema poco approfondito e cioè su i requisiti atti a definire un'impresa certificata. Ebbene le caratteristiche, per altro non includenti il penetrometro strumento dai più utilizzatissimo, richiedono un parco mezzi ed infrastrutture che poco a che vedere con la capacità di produrre indagini corrette e di qualità, ma al contrario consentono di falciare il sottobosco di tecnici e piccole imprese che con pluriennale esperienza e capacità operano sul settore magari da decenni.
In sostanza Colleghi i vi ravviso elementi di voluto danno nei confronti dei piccoli a guadagno dei grandi...voi mi direte: "ma è l'acqua calda"...e io vi dirò è da qui che si deve ripartire...e cioè:
- dal fatto che è stata creata una dominanza sul mercato di pochi a sfavore dei più
- del fatto che gioco forza i pochi dovranno vassallare i più estendendo su di loro la certificazione ottenendone un obolo...pura coercizione
- del fatto che occorre ritornare sui requisiti per la certificazione, dove chiunque deve aver diritto di potere fare una penetrometrica certificata senza per forza avere due carotieri....e quest'ultimo consentitemi è il punto più importante!

Io pretenderei la stessa solerzia che il ministero ha avuto verso la sentenza del TAR Lazio affinchè riveda i requisiti di certificazione ponendoli raggiungibili a tutti...sarebbe come se io avendo un ristorante, non possa cucinare perchè non ho minimo 150 coperti, non faccio il pesce il venerdì o il giovedì gnocchi...

...quando le norme scritte vanno dire questo, quando tavoli tecnici consentono che si dica questo, quando associazioni di categoria, ordini professionali e ministeri vanno in un unica, palesemente sbagliata direzione, io mi do un'unica risposta!

Ultima modifica di Stefano Tucci; 04/06/2012 22:47.

L'Africa spinge! Il resto è tutta fantageologia.
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Originariamente inviato da: Stefano Tucci
...stupisce come con altisonante titolo: "PROPOSTE PER PROVVEDIMENTO DI URGENZA IN MATERIA DI INFRASTRUTTURE E TRASPORTI" in data 18 maggio il ministero si ponesse l'obbiettivo di una modificazione legislativa al fine di sanare i "guai" della sentenza TAR Lazio.
Ai molti appariranno chiari sia in origine che in scopi i motivi di tanta premura...
Allo stesso modo non si ravvisa solerzia di alcun ministero nel provvedere a sanare quella che è alla FONTE una situazione di palese danno per tecnici, committenti ed enti.
Attualmente solo pochi ed "illuminati" geni civili rifiutano relazioni con prove non certificate (che la maggior parte dei funzionari si renda conto dell'immane Ca...zz..ta???)...
e dunque cosa porta dirigenti, tecnici e progettisti a mantenere lo status quo? Un masochismo per future citazioni in giudizio o la presa di coscienza di trovarsi di fronte una norma palesemente sbagliata e dannosa?...a Voi le risposte.

Mi preme porre l'attenzione su un tema poco approfondito e cioè su i requisiti atti a definire un'impresa certificata. Ebbene le caratteristiche, per altro non includenti il penetrometro strumento dai più utilizzatissimo, richiedono un parco mezzi ed infrastrutture che poco a che vedere con la capacità di produrre indagini corrette e di qualità, ma al contrario consentono di falciare il sottobosco di tecnici e piccole imprese che con pluriennale esperienza e capacità operano sul settore magari da decenni.
In sostanza Colleghi i vi ravviso elementi di voluto danno nei confronti dei piccoli a guadagno dei grandi...voi mi direte: "ma è l'acqua calda"...e io vi dirò è da qui che si deve ripartire...e cioè:
- dal fatto che è stata creata una dominanza sul mercato di pochi a sfavore dei più
- del fatto che gioco forza i pochi dovranno vassallare i più estendendo su di loro la certificazione ottenendone un obolo...pura coercizione
- del fatto che occorre ritornare sui requisiti per la certificazione, dove chiunque deve aver diritto di potere fare una penetrometrica certificata senza per forza avere due carotieri....e quest'ultimo consentitemi è il punto più importante!

Ho un penetrometro...faccio tutte le penetrometriche del mondo...e tu che fai non mi fai certificare perchè non ho il capannone e i carotieri???...

Straquoto

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