...stupisce come con altisonante titolo: "PROPOSTE PER PROVVEDIMENTO DI URGENZA IN MATERIA DI INFRASTRUTTURE E TRASPORTI" in data 18 maggio il ministero si ponesse l'obbiettivo di una modificazione legislativa al fine di sanare i "guai" della sentenza TAR Lazio.
Ai molti appariranno chiari sia in origine che in scopi i motivi di tanta premura...
Allo stesso modo non si ravvisa solerzia di alcun ministero nel provvedere a sanare quella che è alla FONTE una situazione di palese danno per tecnici, committenti ed enti.
Attualmente solo pochi ed "illuminati" geni civili rifiutano relazioni con prove non certificate (che la maggior parte dei funzionari si renda conto dell'immane Ca...zz..ta???)...
e dunque cosa porta dirigenti, tecnici e progettisti a mantenere lo status quo? Un masochismo per future citazioni in giudizio o la presa di coscienza di trovarsi di fronte una norma palesemente sbagliata e dannosa?...a Voi le risposte.

Mi preme porre l'attenzione su un tema poco approfondito e cioè su i requisiti atti a definire un'impresa certificata. Ebbene le caratteristiche, per altro non includenti il penetrometro strumento dai più utilizzatissimo, richiedono un parco mezzi ed infrastrutture che poco a che vedere con la capacità di produrre indagini corrette e di qualità, ma al contrario consentono di falciare il sottobosco di tecnici e piccole imprese che con pluriennale esperienza e capacità operano sul settore magari da decenni.
In sostanza Colleghi i vi ravviso elementi di voluto danno nei confronti dei piccoli a guadagno dei grandi...voi mi direte: "ma è l'acqua calda"...e io vi dirò è da qui che si deve ripartire...e cioè:
- dal fatto che è stata creata una dominanza sul mercato di pochi a sfavore dei più
- del fatto che gioco forza i pochi dovranno vassallare i più estendendo su di loro la certificazione ottenendone un obolo...pura coercizione
- del fatto che occorre ritornare sui requisiti per la certificazione, dove chiunque deve aver diritto di potere fare una penetrometrica certificata senza per forza avere due carotieri....e quest'ultimo consentitemi è il punto più importante!

Io pretenderei la stessa solerzia che il ministero ha avuto verso la sentenza del TAR Lazio affinchè riveda i requisiti di certificazione ponendoli raggiungibili a tutti...sarebbe come se io avendo un ristorante, non possa cucinare perchè non ho minimo 150 coperti, non faccio il pesce il venerdì o il giovedì gnocchi...

...quando le norme scritte vanno dire questo, quando tavoli tecnici consentono che si dica questo, quando associazioni di categoria, ordini professionali e ministeri vanno in un unica, palesemente sbagliata direzione, io mi do un'unica risposta!

Ultima modifica di Stefano Tucci; 04/06/2012 22:47.

L'Africa spinge! Il resto è tutta fantageologia.