Segnalo una risposta tecnica avuta tempo fa.
Io ho dei dubbi nel procedere sulla prima via proposta, che è quella che state seguendo voi, la trovo troppo discrezionale in assenza di linee guida su come fare.
.... Quello che posso consigliarle, quindi, è quello di
affrontare studi di liquefazione in modo parametrico, ovvero ripetendo i calcoli con valori di M differenti, scelti oppurtunamente e SENSATAMENTE (dal grafico di disaggregazione pubblicato on line) in funzione della sismicità dell'area di studio, cercando di evitare, in aree non incluse
in ZS, l'utilizzo di valori di M maggiori di quelli di Mmax (questi sono riportati in ICMS) associati alle ZS negli intorni del sito di studio. Alternativamente, le consiglio di seguire le indicazioni pubblicate al par. 2.8.2 del documento "Indirizzi e criteri per la MS" in cui per studi di liquefazione si suggerisce l'uso dei valori di Mmax associati alle ZS.
Se mi starebbe bene fare questo lavoro per la zona 3 e ne varrebbe la pena non dovendo usare 6,14 , per la zona 4 non mi dice nulla. Anzi ho la voce della Madiai che sul forum NTC della Regione Emilia Romagna,
ora riprstinato per la consultazione , che mi scrive che in pratica sono autorizzato a far nessuna verifica a liquefazione.
Proprio ora leggo però che Crespellani e tutta la squadra fiorentina pubblicano un rapporto preliminare sulla liquefazione in Emilia
http://ambiente.regione.emilia-romagna.i...ORTOLIQ__1_.pdf!!! Quindi usano Roberton e Wride e i dati della zona sismca NON da webgis disaggregazione ma da zs 912 !
Quindi MEGLIO non usare disaggregazione !