Qui è in gioco (almeno dal mio punto di vista) non solo l'economia di una miriade di studi/microaziende (e io mi ci metto pienamente in mezzo) ma anche la Quintaessenza del geologo.
Ora se sleghiamo/perdiamo il contatto con il terreno non avremo speranza di successo con i ns colleghi professionisti di diversi ordini.
Geotecnica, i colleghi ing. stanno andando avanti con la ricerca e se numericamente adesso sono pochi aumenteranno...
Ambientale, chimici e ing. sono più quotati di noi...
Sismologia, i fisici sono meglio atrezzati...
Però il geolgo pur non disponendo di bagaglio culturale specifico al livello di altri professionisti ha dalla sua il contatto con il terreno e la capacità di mediare fra l'immensa fantasia della natura e le regole ferree della meccanica, fisica, chimica, etc...
Cose che ad altri professionisti manca (quasi del tutto). Passare questo contatto mediante imprese alla "confindustria" ci priva per ora di un settore, in prospettiva di tutto.
Pier-Andrea


"laudato si mi signore
per sora nostra acqua
tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi

Vorlicek Pier - Andrea
Phd in applied geology
Post doc in hydrogeology
vorlicek@libero.it