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L'acqua nei pozzi è variata anche a Foligno durante il terremoto: è scesa costantemente per 2 o 3 mesi, non ricordo bene. è scesa dopo il terremoto per 2 o 3 mesi? il trend da te riportato è inquadrabile nelle ordinarie variazioni stagionali e/o riferibili a condizioni meteo del periodo? ma, soprattutto, ci sono state variazioni pre e co sismiche tipo quelle da me citate in Abruzzo?
the sands of time were eroded by the river of constant change
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Non baratterei mai le mie conoscenze geologiche con tutto il sapere della geotecnica.
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Iscritto: Jun 2012
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NON GEOLOGO Member
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si continua a stoccare metano nonostante molti siti si trovino in prossimità di faglie tettoniche» (nella carta a fianco, fonte: Ecoalfabeta). Siti come quello in progetto a Rivara (Finale Emilia, epicentro del terremoto), la cui realizzazione è sostenuta con forza dall'ex ministro Carlo Giovanardi (che diede l'impulso al decreto autorizzativo emesso dalla precedente legislatura, come segnalato da l'Espresso) ma è osteggiata da Regione, Provincia e Comitati vari, perché si troverebbe in prossimità di una faglia che gli esperti dell'Ingv avevano già individuato e segnalato da dieci anni. Quello della pressione di iniezione rappresenta infatti «un’altro aspetto che preoccupa non poco» soggiunge ancora Mucciarelli. «Normalmente il gas viene immagazzinato alla pressione originaria del giacimento, ovvero - sorride - "come ce lo aveva messo madre natura". Ma per aumentare le riserve di gas (e quindi venderne di più) Eni sta iniziando ad usare la discutibile pratica della sovrapressione. Esistono almeno tre siti in cui la pressioni di gran lunga superiori». E due di questi si trovano nella nostra provincia. A Sergnano, Bordolano e Ripalta il gas viene immagazzinato ad una pressione del 107-110 per cento. Del resto questa sembra essere una prassi tutta italiana. «Nel resto dell’Europa - conclude Mucciarelli - le autorizzazioni vengono precedute a seguito di una dettagliata programmazione supportata da rigorosi studi ed accertamenti scientifici sulla natura del siti. In Italia invece succede generalmente il contrario. Una circostanza che dovrebbe far riflettere, come dovrebbe fare riflettere il fatto che per molti siti (Bordolano compreso, ndr) l’autorizzazione è stata concessa prima di una nutrita serie di scosse, avvenute tutte negli ultimi anni» li leggete i miei post oppure no? ho detto che sono d'accordo con marco mucciarelli quando chiede maggiori e piu' dettagliati studi sul possibile collegamento stoccaggio terremoti se no n avessi virgolettato le parole del professore mi sarei preso del complottista ma a parte me che sono un ignorante in materia e' singolare che delle persone credo al massimo laureate si permettano di rifiutare a priopri di parlarne solo oppure farsi qualche domanda a riguardo figuriamoci se sarebbe possibile fare ulteriori ricerche vi invito a fare un copia incolla di questo link e guardarlo senza pregiudizi non sono mie teorie ma di professori e scienziati americani che credo come i ricercatori di ogni campo in generale godano di una credibilita' altamente superiore a noi italiani oltretutto non supportati da uno stato che in ricerca disinveste da 50 anni http://www.fanpage.it/quali-sono-le-vere-cause-dei-frequenti-terremoti-in-pianura-padana/in fondo c'e un riassunto video di un documentario che ovviamente verra' aggettivato docucomplotto ciao
Ultima modifica di i-taglia; 07/06/2012 12:15.
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Iscritto: Jan 2011
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FARMACISTA Member
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FARMACISTA Member
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I dati di riferimento non li ho mai avuti. Nè come medie stagionali nè altro. Posso solo affermare che l'acqua scese continuamente fino al primo giorno in cui piovette che dovrebbe essere stato, se non ricordo male, un mese e mezzo dopo, Poi risalì di colpo e lasciai perdere, ritenendo le "prove inquinate".  L'andamento fu abbastanza proporzionale con quello del terremoto, nel senso che il grafico che feci aveva una discesa iniziale molto più ripida che nel finale. Sto parlando di misurazioni fatte su un pozzo, con il livello a 2,5 m dalla superficie circa, in una zona a metà strada tra Foligno e Torre di Montefalco (famosa per il rosso ed il sagrantino  ). Una zona pianeggiante. Mi rendo conto che i dati sono poco precisi e senza riferimenti, ma all'epoca ebbi la sensazione che le 2 cose fossero strettamente collegate. Feci anche delle misurazioni subito dopo una singola scossa, ma queste non si rivelarono mai collegate, solo l'andamento generale lo era.
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Iscritto: May 2009
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penso che i commenti all'articolo parlino da soli.
Non baratterei mai le mie conoscenze geologiche con tutto il sapere della geotecnica.
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Iscritto: Aug 2004
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li leggete i miei post oppure no? purtroppo ci tocca ma a parte me che sono un ignorante in materia e' singolare che delle persone credo al massimo laureate si permettano di rifiutare a priopri di parlarne solo oppure farsi qualche domanda a riguardo appunto, è qui che dimostri la tua ignoranza... figurati se noi e fra di noi non ci si fanno delle domande su questo. Peccato che, poprio perchè siamo laureati e lavoriamo con metodo scientifico, non saltiamo a conclusioni affrettate. Lo stesso Mucciarelli csa chiede? indagini indagini indagini, perchè è intimamente convinto della cosa o la ipotizza ma che c'è bisogno di dimostrazioni e certezze sulla cosa, che per ora non abbiamo figuriamoci se sarebbe possibile fare ulteriori ricerche e perchè no? mah..... e invece, cosa che forse tu non sai, di ricerche in questo campo ce ne sono tante, ma quelle di cui si tiene conto non sono le dicerie da osteria come i link che hai postato te (a parte ovviamente quelli del prof. Mucciarelli, si intende). Link proprio come quello deficente che hai linkato tu, che parla del fracking senza neanche sapere che cos'è e che in Italia non si può fare, semplicemente perchè non ci sono le rocce adatte per farlo. Anzi, se vuoi sapere cosa è il fracking, ti invito a leggere (e diffondere) questo link, tratto da una lezione - conferenza che, molto modestamente, ho fatto io: http://aldopiombino.blogspot.it/2012/06/gas-shales-e-fracking-in-usa-i-rischi.htmlChe poi, e questa è una cosa che non ho scritto ma che sta cominciando a diventare evidente, proprio parlando con diversi ricercatori fra qui e gli "states", il problema non è il fracking in se e per se (pratica DI PER SÈ MOOOOLTO DISCUTIBILE DA UN PUNTO DI VISTA AMBIENTALE) ma lo smaltimento in pozzi profondi delle acque reflue non trattate (che peraltro determina un gravissimo pericolo per il futuro, in tempi geologici...) Ecco, anzichè linkare un post di uno che di geologia non sa niente, forse è meglio che leggi quello che scrive chi fdi geologia qualcosa capisce....
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E' assodato che variazioni chimico/fisiche si sono verificate prima dei terremoti (ma non sempre). Purtroppo ce ne accorgiamo dopo.
Ipotizziamo di farci ricerche sopra. Quali sorgenti mettiamo sotto controllo? Tutte? Come minimo, per fare una scelta dovremmo studiare in qualche modo ogni sorgente altrimenti, tenendo conto della Legge di Murphy, finirà che noi sorveglieremo una determinata sorgente e le veriazioni si presenteranno in una che avevamo scartato. Ci vogliono degli studi. Già qui i geologi professionisti potrebbero dare il loro (grande, conoscono il territorio) aiuto maa.. dobbiamo pagarli. Poi ci sono da studiare tutte quelle sorgenti che non hanno caratteristiche, diciamo, commerciali per portata scarsina o per chimismo terribile.
Ci sarebbero anche i pozzi, quelli trivellati e quelli che pescano in falda.
A monte di tutto, per cercare di capire se la nostra sorgente pesca da un acquifero chimicamente e fisicamente uniforme o è la miscela di due o più acquiferi, ci vorrebbe uno studio geochimico, con campionamento di piogge per lunghi periodi e analisi isotopiche a tempesta, oppure delle colorazioni, ove possibile (almeno credo). Che costano.
Quali parametri mettiamo sotto controllo? Temperatura e portata penso siano essenziali. La conducibilità già dà problemi e per il pH è meglio lasciar perdere, il sensore non regge il lungo periodo, a seconda del tipo di acqua. Sto parlando di monitoraggio di anni, non di pochi giorni. Diciamo che ogni stazione di monitoraggio costa sui 1500-2000 euro compresa l'installazione. Significa che con 10 stazioni siamo sui 20.000 e 100 sui 200.000 (ma sui grandi numeri ci potrebbero essere costi minori). E ancora non ci sono i costi di trasmissione, di conservazione e trattamento del dato e, soprattutto, la manutenzione e il personale.
Quindi ci vogliono soldi, tanti soldi. E non è detto che possiamo avere risultati in tempi ragionevoli perché è anche possibile che l'origine è bella profonda e non influenza gli acquiferi cui abbiamo accesso. Oppure che la variazione sia mascherata da altri fenomeni, sia antropici che naturali. Oppure varia il parametro che non avevamo tenuto sotto controllo.
Possiamo scegliere un'area più o meno piccola da tenere sotto controllo ma che succede poi se il terremoto si presenta da un'altra parte, magari limitrofa?
Ad esempio Pierlo ha fatto una osservazione in un pozzo, lo mette sotto controllo (ma il solo livello costa molto meno) e non succede niente per anni. E invece varia un pozzo ad una trentina di km che non è stato messo sotto controllo.
Non è facile.
Chiedo subito scusa se ho scritto corbellerie ma il senso è che per monitorare un possibile precursore ci vogliono soldi. Se volessimo provare con gli altri, come il radon, ce ne vorrebbero ancora di più.
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Per chi è interessato: Dipartimento di Scienze della Terra Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Crisi simica emiliana: conferenza stampaVenerdì 8 giugno alle ore 11.30 nell’Aula E del Dipartimento di Scienze della Terra (Largo S. Eufemia 19 – I piano) a Modena. Interverranno: Prof. Aldo Tomasi, Rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia Prof. Doriano Castaldini, docente di Geografia fisica e cartografia Prof. Stefano Conti, docente di Geologia regionale Prof. ssa Daniela Fontana, docente di Geologia Prof. Maurizio Mazzucchelli, Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra Prof. Mauro Soldati, docente di Rischi geologici e protezione civile Prof. Marcello Tarantino, docente di Teoria della elasticità e Scienze delle Costruzioni L’incontro potrà essere seguito in streaming su tv.unimore.it e su www.rumoreweb.it. Fonte: http://www.terra.unimo.it/
Ultima modifica di Egidio Grasso; 07/06/2012 15:26. Motivo: inseriti dettagli
Paolo
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Balocchi, direi che la FAQ del DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA TERRA dell' Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia la possiamo riportare, no?
Crisi sismica: risposta alle domande frequenti
In occasione di questi terremoti, come nel caso di altri eventi simili, si sono diffuse una quantità impressionante di notizie del tutto prive di fondamento, che contribuiscono a creare disinformazione: 1) nessuna attività dell'uomo (sondaggi, perforazioni, prelievi di idrocarburi, prelievi di acqua ecc) può creare o indurre terremoti di intensità pari a quelli avvenuti. La profondità degli ipocentri dei terremoti registrati è generalmente superiore a 5-6 km, spesso oltre 10 km, e l'energia in gioco è tale da escludere qualunque possibile legame con attività umane. Nella nostra pianura terremoti di intensità simile ci sono stati anche in passato (vedi il terremoto interminabile e distruttivo di Ferrara e del ferrarese del 1570), anche quando le perforazioni per idrocarburi non esistevano. Fra l'altro le zone dove c'è attualmente un enorme prelievo di gas e petrolio (Arabia Saudita, Mare del Nord al largo della Norvegia) sono praticamente asismiche. 2) il fenomeno di "FRACKING" di cui si parla in molti commenti è una tecnica utilizzata in USA, Canada e solo marginalmente in nord Europa per lo sfruttamento di gas (metano) in sedimenti argillosi superficiali. Si tratta di gas disperso in modeste quantità nel sedimento, che in passato non veniva preso in considerazione, ma che ora può rappresentare una risorsa anche se modesta. Per aumentare il prelievo, si utilizzano tecniche di microfratturazione idraulica del sedimento. In alcuni casi questa tecnica crea una MICRO-sismicità che può essere problematica proprio perchè riguarda sedimenti piuttosto superficiali. In Francia infatti hanno sospeso le prime ricerche. In Italia non esistono sedimenti che contengano metano sfruttabile in modo significativo (shale-gas) e quindi non ci sono al momento investimenti in questo tipo di ricerche. Inoltre nessuna di queste ricerche o sfruttamento può essere fatta "di nascosto" perchè richiedono impianti complessi e visibilissimi. 3) non esistono nel sottosuolo della nostra pianura "caverne, serbatoi o voragini". La sabbia che abbiamo visto fuoriuscire dalle fratture e dai pozzi viene dagli strati sabbiosi presenti nelle prime decine di metri di profondità del sottosuolo, trascinata dall'acqua per effetto della propagazione delle onde sismiche (vedi articolo sul sito del Dipartimento di Scienze della Terra) 4) Per finire, l'unico modo serio per far fronte a questi terribili eventi è fare in modo che le costruzioni e le infrastrutture siano costruite in modo idoneo e che ci sia una corretta conoscenza e classificazione sismica del territorio. Altrettanto importante è che la gente sia informata correttamente e non si diffondano notizie prive di fondamento che creano panico.
Aggiungo che domani ci sarà una conferenza stampa con trasmissione anche in streaming. Il link .lo trovate nel sito indicato da Balocchi.
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Ho appena parlato con una persona che ha un amico a Novi di Modena che abita a 5 metri dall'epicentro. Afferma che era da un mese che sentivano delle esplosioni, vedevano dei piccoli geiser nel terreno. Normale? secondo me no... potrebbero essere precursori, acque profonde in pressione che risalgono in superficie prima del terremoto. e se fosse legato ai pozzi che dovevano fare? no, i sondaggi che fanno in pianura non generano terremoti. Se senti delle esplosioni probabilmente stanno facendo delle indagini geofisiche, lo scopo è quello di ricostruire il sottosuolo utilizzando onde d'urto artificiali (tipo scoppi, ma non di bombe atomiche), se ti interessa cerca sismica a rifrazione o a riflessione. Ehi, calma!!! Sta a vedere che è colpa mia! A dicembre ho supportato tutta una serie di Cross-Hole per la Cispadana, lotto Reggiolo-Mirandola. Ma sono stati energizzati a "spago"! Al massimo negli altri lotti avranno usato lo Sparker!
«E quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì" (Monterroso)
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