Il fenomeno della migrazione dell'epicentro di un terremoto lungo una struttura è noto da tempo e credo che uno dei primi esempi sia quello della faglia sud-anatolica in Turchia.

Anche in Emilia si è evidenziata una certa migrazione degli eventi sismici prima ad est con gli eventi del 20/05/2012 e il sucessivo del giorno dopo, e successivamente una migrazione verso ovest con gli eventi del 20/06/2012.

http://geobalocchi.blogspot.it/2012/05/sequenze-sismiche-in-emilia.html

Il modello che ho proposto precedentemente della tavola che si rompe e la cui frattura si apre da un punto preciso e procede verso gli estremi esterni è un buon modello che può spiegare il terremoto dell'Emilia. Questo ventaglio di epicentri dovrebbe in un qualche modo avere assestato l'area emiliana.

Non sappiamo bene come possa evolversi la situazione in futuro. Se ci saranno forti terremoti a breve o tra qualche tempo (anche tra anni, infatti ricordo che il tempo di ritorno di terremoti in quelle zone è molto lungo), come non sappiamo con esattezza dove potrebbero avvenire. Nuovi studi dovranno dirci se la velocità di convergenza delle due placche è rimasta sui 3-4 mm/anno oppure è aumentata, causa una maggiore spinta della placca Africana, oppure potrebbe avere anche diminuito la sua velocità.

Io abito a pochi chilometri dal cratere sismico e il mio primo pensiero dopo il terremoto che ho sentito molto bene da casa mia è stato quello di documentarmi sulla struttura di casa mia e verificare il suo stato.


Paolo