Se ho capito bene, il comunicato di ieri dice: tra il 20 e il 29 maggio si sono 'rotti' due segmenti della faglia. Quindi è possibile/probabile che il terzo segmento (che in realtà ha registrato una scossa 5.1 alle 15 circa del 20 maggio) posso rompersi, producendo un sisma attorno a M6. Leggendo un po' di commenti in giro, questa probabilità pare più alta nell'immediata vicinanza del terremoto (quindi nelle settimane successive ai primi eventi; in questo caso, tra l'altro, dovremmo tenere come punto fermo il 20, visto che le scosse del 29 sono state più lontane). Più passa il tempo, più cala la possibilità che si realizzi un innesco. Questo non significa che la terza zona della faglia non si romperà più. Significa che se si romperà, non sarà come effetto del terremoto in corso, ma per altre ragioni.
E' giusta questa interpretazione?
Domanda: l'energia che si immagazzina nella faglia è divisa in zone???? Cioè: le sette scosse oltre il 5 che si sono verificate dal 20 maggio hanno liberato tot energia. Ma questa energia che legame ha con il segmento della faglia che va da Finale al Mare, più o meno? il fatto che qui si siano collocati meno epicentri vuol dire che qui c'è ancora molta energia, oppure nel calcolo dell'energia immagazzinata non c'è soluzione di continuità e tutto il complesso va considerato nella sua interezza? Riformulo: si può dire che c'è tot energia tra Mirandola e Finale, tot. energia tra Finale e Ferrara e tot energia tra Ferrara e Ravenna, oppure l'energia è unica e va calcolata globalmente?
Anche io l'ho interpretato così e mi unisco alla domanda (anzi, alle domande). Aggiungo: si ritiene che la faglia non si sia ancora "rotta" perchè 5.1 potrebbe non essere un'energia sufficiente perchè ciò sia avvenuto?