Io spero che Gekotto non abbia mai messo un euro di benzina nella sua auto, che si sia mai fatto una doccia con lo scaldabagno a gas o che non abbia mai cucinato alcunchè con gas metano, propano, butano, etc, altrimenti è complice del grande complotto della fratturazione idraulica sin dal 1950.
Ebbene sì, da quella data, al termine delle perforazioni verticali è d'uso per le compagnie petrolifere migliorare la permeabilità della roccia mediante fratturazione idraulica ed inserire delle particelle di ceramica (proppant) che mantengono pervie le microfratture vicine al punto di estrazione.
Questa è considerata una tecnica convenzionale e largamente usata, ben diversa da quello che oggi è definito fracking, ovvero la perforazione in orizzontale attraverso lo strato produttivo, con iniezione di enormi volumi di acqua addizionata di solventi, acidi ed idrocarburi.
Su questo è in corso da parte dell'EPA la fase a commenti aperti per una gungere ad una nuova normativa negli Stati Uniti (
http://water.epa.gov/type/groundwater/uic/class2/hydraulicfracturing/hydraulic-fracturing.cfm), che chiarisce bene due aspetti:
1) il problema principale del fracking è l'inquinamento di falda.
2) i terremoti sono un problema serio quando si re-iniettano i reflui in strati profondi, usualmente al di sotto dello strato metanifero che si vuole sfruttare.
Riguardo poi al caso di Ribolla, si tratta di una concessione per ricerca idrocarburi per la quale ad oggi non risulta essere stato concesso nessun titolo per lo sfruttamento, come si evince confrontando i titoli di ricerca con le concessioni per lo sfruttamento sul sito Unimig:
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/un...regione=TOSCANAhttp://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/un...regione=TOSCANAQuindi, ribadisco, non risultano ad oggi giacimenti di gas sfruttati mediante la tecnica del fracking in Italia. Che una società quotata in borsa voglia convicere potenziali acquirenti che sta per fare una grossa operazione anche se potrebbe non essere vero, non stupisce più di tanto trattandosi della stessa società (IRM) che era interessata al progetto di soccaggio a Rivara e che oggi sul proprio sito non accenna minimamente allo stop ministeriale al progetto ma
sui siti degli investitori si limita a dichiarare che "
The Company expects a pause for the project and considers this understandable under the circumstances".
Mi sembra che come per Rivara più che all'impianto ci fossero persone interessate alla quotazione in borsa. A proposito del possibile futuro sfruttamento di Ribolla l'ultimo
comunicato di IRM dice "
We will now commence the process of seeking to monetise for shareholders our interests in both permits".
Scusate per il ritardo nella risposta, ma avrei altro di cui occuparmi in questi giorni piuttosto che stare dietro ad ogni disinformatore che non ha di meglio da fare che pettinare il proprio ego allo specchio di internet.