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Ho visionato i grandi terremoti che hanno colpito la nostra regione...ripeto essendo ignorante in materia mi pongo degli interrogativi che magari per voi professionisti sono sciocchi...faccio un esempio sisma del 1693 Sicilia Orientale...magnitudo 7.4 o il terremoto di Reggio e Messina 1908 magnitudo 7.2....adesso io mi chiedo a quei tempi esisteva qualcosa per misurare la potenza del terremoto? Forse non esisteva nemmeno la scala richter...ma allora ad oggi come si è riusciti a risalire precisamente alla potenza di quei terremoti? Forse dai danni che ci furono si riesce a risalire alla magnitudo??? Se cosi fosse non potrebbero esserci dei grossi margini di errori??...visto che all'epoca penso che le costruzioni erano di gran lunga più deboli di quelle dei giorni nostri ed anche una scossa da 5.0 o 6.0 avrebbe tranquillamente raso al suolo dei centri abitati.

Poi aggiungo questa nuova notizia http://www.businessonline.it/news/16594/...fezia-Maya.html ma davvero il sisma in Emilia potrebbe avere un effetto domino un pò in tutta Italia e quindi anche quaggiù da noi??? Ma cosa sta succedendo...l'Italia in passato è stata già soggetta a questi movimenti cos' veloci e quasi anomali...?

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Originariamente inviato da: kriss78
come si è riusciti a risalire precisamente alla potenza di quei terremoti? Forse dai danni che ci furono si riesce a risalire alla magnitudo??? Se cosi fosse non potrebbero esserci dei grossi margini di errori??...visto che all'epoca penso che le costruzioni erano di gran lunga più deboli di quelle dei giorni nostri ed anche una scossa da 5.0 o 6.0 avrebbe tranquillamente raso al suolo dei centri abitati.

Me lo sono chiesta anch'io, quello che ci manca per comprenderlo è, più o meno... una laurea. In effetti mi piacerebbe saperne di più, ma bisognerebbe che mi imboccassero col cucchiaino.

C'è stato un forte sisma anche nel Dodecaneso, ieri. Anche io mi pongo domande e arrivo sempre lì: non so niente, impossibile per me farmi un'idea, mentre è facile allarmarsi. Ad esempio, in questo periodo ho guardato tutti i giorni la lista dei terremoti per seguire le scosse che ci sono qui in Emilia. In questo modo mi sono accorta anche di terremoti frequenti alle Eolie, e alcuni altri nel Mar Ionio, la Piana di Catania, gli Iblei, il Belice, la zona della costa tirrenica, per rimanere alla Sicilia... Però è vero che io la lista prima non la guardavo, non so se questo rientra nell'ordine normale delle cose. Nè so se pure gli studiosi possono dire qualcosa a riguardo.
Comunque, nella mia ignoranza non parlerei di effetto domino del sisma in Emilia sul resto d'Italia, semmai mi verrebbe da pensare (ma proprio "a naso", se qualcosa devo pensare) a un movimento generale, come dice l'articolo che hai linkato (che bisognerebbe pure verificare).
"Ma la possibilità che si attivi una nuova faglia esiste non solo per l'Emilia, ma per qualunque parte del Paese. Giovanni Gregori, geofisico del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Cnr, “L'Italia si sta spostando in senso antiorario, la parte meridionale della crosta terrestre spinge verso la parte settentrionale e, trovando resistenza nei pressi dello Stretto di Messina che fa da perno, ruota e si conficca sotto le Alpi” e infatti le scosse hanno coinvolto l'intera Penisola."
Diciamo che si sa già che la terra si muove e in che senso. L'unica cosa che posso pensare è che, eccoci, in questo momento "ci stiamo muovendo di più", ma più di tanto non credo si possa dire.

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Francamente me lo chiedo anche io e ti posso dire anche che non credo sia qualcosa che si impari nei corsi di laurea. Magari ci sono delle pubblicazioni in merito, non so.

Trattandosi di stime per me è strano che non ci sia l'intervallo di errore. Può anche essere che sia stato calcolato ma che non sia presente nel sito.

Originariamente inviato da: DanielaP

Però è vero che io la lista prima non la guardavo, non so se questo rientra nell'ordine normale delle cose.

E' così, ed è facile rendersene conto andando a vedere il catalogo ISIDE (chiedono la registrazione) o un analogo catalogo tipo quello USGS, che è mondiale. Io noto che sui media adesso si parla di terremoti anche di grado inferiore a 3 che 10 anni fa venivano totalmente ignorati.
Tieni conto però che solamente 10 anni fa la rete sismica non aveva la densità di stazioni attuale per cui molti piccoli terremoti (sotto il 2) non sono stati localizzati.

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Io mi dico che sicuramente avranno tenuto conto anche delle tecniche costruttive delle varie epoche, delle caratteristiche degli edifici.
Lo immaginavo che sul sito del databse ISIDE si potessero trovare i vecchi elenchi, ma alla fine non sono stata spinta ad andare a vedere perchè tutto sommato sono tranquilla, nel senso che guardare a quei piccoli sismi non potrebbe dirmi granchè e comunque non di più di quello che voi dite già sul Sud e la Sicilia in particolare.

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L'utente ric, sul blog di Cattaneo, ha trovato che le stime di magnitudo
Quote:
derivano da un algoritmo (metodo di Bakun e Wentworth, 1977) che da osservazioni macrosismiche raccolte su punti differenti, ricava per interpolazione stima di epicentro e magnitudo. l’algoritmo è stato tarato in finestre temporali recenti dove è stato possibile confrontare osservazioni macrosismiche con dati strumentali

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Che brutta l'ignoranza, non ci ho capito granchè, zoomx... Vediamo: è stato elaborato uno schema, un calcolo, su eventi noti per poterlo così applicare a eventi non noti, di cui si hanno però alcune informazioni di partenza su cui basarsi.

Ultima modifica di DanielaP; 12/06/2012 08:41.
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Corretto.
Si è partiti da eventi di cui si avevano entrambe le informazioni, ipocentro, intensità, danni e distruzioni e lo si è applicato ad eventi di cui si conoscono solo i danni.
Ci sarebbe la questione della differente tipologia di edifici e della differente geologia sottostante ma penso che questo problema se lo siano posto.

Google ha uno strumento che è poco pubblicizzato ma invece è utilissimo e, soprattutto, accessibile a tutti. Si chiama Google Scholar. E' un motore di ricerca per articoli scientifici, ovviamente trova solo quelli che sono online ma anche le citazioni, cioè se un articolo è citato ma non è online trovi l'articolo che lo cita.
Usando le parole chiave 1693, quake e estimation si trovano alcuni articoli interessanti fra cui quelli della Guidoboni che credo sia la persona che ha diretto la ricerca sui terremoti storici.



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Giorni fa in una tv locale mi sono imbattuta su una sorta di documentario dedicato al nostro caro vulcano Etna...sfortunatamente era gia cominciato e l'ho beccato quasi alla fine...si diceva che di per se l'Etna non dovrebbe destare pericolo grazie alle sue continue attività stromboliane e che anzi qualche studioso che ci sta studiando sopra ha azzardato che finchè l'entna si fa sentire riusciremo ad evitare terremoti catastrofici ... che confusione...ogni studioso da la propria versione...a chi dovremmo credere?...ho cercato informazioni in merito e comunque ho appreso che in effetti l'etna non è pericoloso perchè è un vulcano attivo, molto più preoccupante è la situazione del Vesuvio, per quanto riguarda i terremoti qualcosina ho trovato e ve la posto http://www.sampognaro.it/ETNA.htm ... sicuramente all'interno del forum ci sarà qualcuno che ne sa più di me..mi farebbe piacere saperne di più...grazie wink

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Io sono ignorante in materia e aspetto conferma e una spiegazione migliore da un esperto, ma posso dirti che, per i terremoti catastrofici che ci sono stati in passato e che si attendono in futuro, il punto non è l'Etna, ma è sempre l'Africa che si muove verso di noi e il movimento conseguente delle varie placche.

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L'Etna è li proprio perchè l'Africa spinge.
I terremtoti direttamente collegabili all'attività del vulcano sono in genere di piccola entità ma molto superficiali per cui i danni ci sono se tu ci stai sopra. E' capitato.
C'è poi il fatto che tutto il fianco orientale, per una superficie più ampia della Valle del Bove, sembra stia muovendosi per i fatti suoi, se non sbaglio verso mare.
Sebbene ci sia sempre la possibilità che qualche colata faccia delle distruzioni pesanti, le perdite di vite umane sono state sempre limitate, perchè la natura delle lave non permette eruzioni molto esplosive. Attualmente poi è parecchio monitorato.
La rete sismica sull'Etna è gestita dalla Sezione di Catania dell'INGV. Nel sito ci sono online alcuni dei dati che vengono raccolti come i terremoti.
Certo le ceneri sono un problema ma io temo il terremoto che verrà da sud.

Il Vesuvio e i Campi Flegrei non sono particolarmente pericolosi, ci sono vulcani ben peggiori che quando eruttano coprono aree molto vaste (Krakatoa e Tambora ma anche Pinatubo, per fare qualche nome). Però nella piccola area sotto la sua influenza vive qualche milioncino di persone. Io però mi aspetto parecchi segnali prima di un'eruzione, pure il Vesuvio è monitorato, però il problema sarà capire quando è l'ora di scappare.

Kriss78,
ho letto la pagina del link. Diciamo che ci sono notevoli imprecisioni. Se vuoi approfondire però apri una nuova discussione.

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