Originariamente inviato da: Marco_Mucciarelli
Originariamente inviato da: balocchi
Condivido molte delle vostre perplessità anche sulle terminologie geologiche, ma i sismologi in quanto a terminologie geologico-strutturali e tettoniche, sono su un'altro pianeta...
Con il termine di "rottura di una faglia" probabilmente intendevano la riattivazione di una faglia esistente oppure la formazione di una nuova faglia...
Quello che succederà in futuro non lo sa neppure la Commissione e secondo me il loro cinismo vuole dirci che "lo hanno comunicato... non si sa mai..." visto che non è possibile definire l'ora il giorno e il luogo di eventuali terremoti che si sfilupperanno in futuro.


La faglia in realtà ha uno status ambiguo, è il luogo di propagazione della frattura, ma non è una disconuità nel tempo tra due terremoti (altrimenti la deformazione non sarebbe bloccata). Un terremoto non è solo onde elastiche, è amche attrito, circolazione di fluidi, possbile ricementificazione della frattura nel lungo termine...
Vedere una faglia nuova è possibile ma deve essere un evento rarissimo (Christchurch, forse).
Guardatevi una animazione della sequenza e si vede che il 5.1 tra Finale e Ferrara ha prodotto pochissimi aftershocks rispetto alle atre zone. Non mi sembra così assurdo indicare quell'area come la prioritaria per gli interventi di protezione civile (agibilità e quant'altro).


Quindi, se capisco bene: un terremoto di magnitudo elevata determina la rottura di una faglia e rilascia una quantità di energia che però non esaurisce quella immagazzinata in quel punto. Per stabilizzare l'area, sono 'necessari' gli aftershock, spesso di magnitudo moderata, che rilasciano l'energia residua gradualmente e consentono di ripristinare un certo equilibrio (che durerà fino al successivo mailshock, in base ai tempi di ritorno dell'area). A fronte di un mainshock e di una scarsità di aftershock, abbiamo un evento di rottura, ma non abbiamo invece le premesse per un nuovo equilibrio. Cioè: la faglia si rompe, rilascia energia ma non tutta. E l'area non si stabilizza, anzi... resta come un funambolo che cammina sul filo senza rete sotto.
In questo caso, però, la mia domanda è: l'energia liberata con la scossa delle 4.03 del 20 maggio non ha nulla a che fare con quella liberata con il 5.1 delle 15 circa del 20 maggio? cioè, quello che non capisco è come si distribuisce l'energia accumulata nella faglia.