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Condivido il discorso sulla prevenzione e anche sul fatto che vanno stabilite le priorità senza trascurare l'elemento portante imperniato sul reperimento delle risorse umane e strumentali e quindi economiche che al momento pare proprio non ci siano ma in realtà per queste tematiche non ci sono mai state o sono comunque insufficienti. Posso anche concordare che gli studi di base servono a stabilire le priorità di intervento, ma quello che meno capisco è perchè non si possa applicare oltre alla prevenzione contestualmente anche il principio di precauzione , che in tal caso ci permetterebbe comunque di pianificare e costriure con un grado di sicurezza maggiore: con costi maggiori,è vero, ma con un ulteriore grado di sicurezza. Ad ogni modo penso che non si possano ignorare i dati storici e quindi la sismicità storica, seppure scarni e affetti da incertezze: qui entra il concetto di precauzione.
Arual
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