Io la vedo così:
1) Il lavoro che dovrebbe nascere per sviluppare l'altro 60% di cartografia geologica non interesserà minimamente il libero professionista puro ma sarà appannaggio di università e comitati scientifici formati da professori e comunque tutta gente che il lavoro a stipendio lo ha già di per se assicurato:
2)Non appena sarà divulgata la cartografia geologica del territorio a chi gioverà il geologo? Tutti gli ingegneri potranno farne a meno perchè non si deve dimenticare che la cartografia geologica non è altro che la relazione geologica tradotta graficamente.
Ergo non penso affatto che sarebbe autile alla categoria dei geologi ma a quella degli ingegneri che avrebberò così letteratura geologica a costo e sforzi ZERO
se provo ad immaginare la mole di lavoro necessaria
per una cartografia geologica del territorio italiano,
penso non sia alla portata delle università...
occorre un'esercito di professionisti che sul territorio
materialmente realizza campagne d'indagini che vedono
una centralizzazione e coordinamento del flusso d'informazioni
se vuoi nell'ISPRA;
una cartografia al 50.000 e dove è necessario al 25.000
e non come semplice ingrandimento,
con sezioni in numero adeguato alla complessità delle formazioni,
l'implementazione su piattaforma gis,
tutto questo
metterebbe in movimento una
quantità di professionalità
che solo un'organizzazione capillare sul territorio può realizzare.
se poi c'è il timore (forse fondato)
che le università possano tentare di
metterci le mani,
magari limitando le
prestazioni per impossibilità organizzativa,
che una macchina di tali dimensioni deve avere,
allora si può anche pensare a come limitarne gli ambiti d'azione.
sul fatto di non essere più utile la figura del geologo a fine lavoro,
non la vedo plausibile,
se non altro perchè secondo me, non esiste termine al lavoro;
e poi stai a vedere che
fra dieci / vent'anni, vi saranno nuove necessità,
probabilmente evidenziate proprio dai lavori svolti.