Spero di non andare off topic, eventualmente me ne scuso fin da ora, ma un paio di commenti al primo degli articoli linkati all'inizio di questo thread mi hanno stimolato una riflessione.
I commenti sono questi:
alsarago58
Lupers

La riflessione la faccio da diversi giorni, in verità, e riguarda le responsabilità che abbiamo noi persone comuni, noi cittadini. Io sono sostanzialmente d'accordo con i commenti sopra, però quello che si chiede alle persone mi sembra, allo stesso tempo, più o meno utopico come... una rivoluzione. E come persona del Sud, consapevole tra l'altro dei difetti dei miei conterranei, che tante volte fanno la differenza e la fanno in negativo, mi chiedo se da alcune esortazioni siano davvero esenti gli altri connazionali. A parte l'invito a controllare e adeguare le proprie case, che sulla carta non fa una piega ma nella realtà è, penso nella gran parte dei casi, difficilmente praticabile per via di una questione semplicissima: le possibilità finanziarie; il problema non mi pare sia comunque solo a livello delle amministrazioni locali, ma anche di quella centrale, e basta leggere ad esempio questo articolo:
Valensise-Pantosti
Non è che, se al Sud si aspetta la catastrofe, nel resto d'Italia gli altri possano star tranquilli nella beata ignoranza del proprio territorio e di quello che fa la propria amministrazione, tutti gli Italiani dovrebbero cominciare a rompere le scatole ma, ripeto, se è questa la via, la vedo molto dura e irta.

Ultima modifica di DanielaP; 16/06/2012 23:45.