Dopo la prima frattura si possono avere solo degli assestamenti secondari. A meno che non vi sia un residuo tale di energia pre-sismica (dovuto a cause di compressione tettonica) che generi una seconda frattura (e quindi un secondo terremoto) in una zona comunque non vicina al primo terremoto. Il che, ripeto, è abbastanza raro nei terremoti dell'appennino settentrionale.
Visto che raro non vuol dire impossibile, è quello che è poi successo con i recenti terremoti del 20 e del 29 maggio?
Molto significativa, oggi, questa considerazione...
Prima di Natale ho mandato dei messaggi sms di auguri al direttore dell'INGV di Milano ed ad un suo collega del SSN, auguri senza scossette, loro, come ho letto poi nelle interviste ai vari media, hanno logicamente minimizzato l'evento rispondendomi però con un non tranquillizzante "mo tocca a te" cioè da noi in Abruzzo dove la presenza di faglie attive silenti rappresentano la maggiore loro preoccupazione. Peccato che sia solo loro che sono poi gli esperti e non delle Amministrazioni competenti alla prevenzione.