Caro Antonio...deciditi una buona volta a definire secondo standard certificati ed accreditati il tuo cognome..."Menchini, Meneghini, Mencini...."...oh ma come ti chiami????
In ordine di apparizione:
1) Meghini (Ricorso al TAR Lazio contro la Circolare 7618 e 7619) 2) Mengini (Membro del Committee del Workshop EAGE "Dead Sea Sinkholes") 3) Menghin (pubblicazione GT&A) 4)Venghini (after geokotto) 5) Menchini (after geomauro)
....spero che siano finite tutte le possibili combinazioni
a proposito, il mio nome è
M E N G H I N I
cazzarola, manco fosse uno di quei cognomi islandesi o cecoslovacchi zeppo di consonanti !!!
perchè i chimici possono praticare la professione attraverso un laboratorio
E' la stessa cosa che stavo pensando stamattina. I chimici emettono i certificati (cosa che sarebbe in chiave con la certificazione dei materiali geologici) servendosi della struttura e delle apparecchiature di laboratorio chimico. C'è però da non dimenticare una cosa: non è che nel laboratorio chimico se tu sei un chimico "esterno" ti fanno entrare e fare le analisi. Le analisi le fanno e le firmano con responsabilità professionale i chimici "interni" assunto o a partita iva o titolari del laboratorio chimico. Quindi nella sostanza la cosa non cambia molto. Ci siamo avvicinati a questa situazione con la sentenza del tar sulla 7618 dove viene ricondotta la necessità del direttore di laboratorio geologo (o ingegnere civile, nemmeno tutti ma della categoria con competenze geotecniche di cui al DPR 328)
Però francamente rimango allibito dal fatto che ti sembri strano che si possano ricavare coesione (ovviamente non parlo di quella efficace) e angolo di attrito interno da una prova penetrometrica: mi fido mille volte di più di una statica fatta come si deve che di tante prove di laboratorio.
Non condivido. Se non hai dei riferimenti con prove incrociate di lab anche la cu da una cpt è alquanto aleatoria. Non parliamo poi dell'angolo di attrito e del modulo edometrico (questo è ancor più un terno al lotto). Certo per piccoli lavori può essere sufficiente cautelandosi sui parametri, ma fidarsi più di una penetrometrica...
Ultima modifica di Gianni Gambetta Vianna; 20/06/201209:10.
Originariamente inviato da: Gianni Gambetta Vianna
Originariamente inviato da: Antonio Menghini
Però francamente rimango allibito dal fatto che ti sembri strano che si possano ricavare coesione (ovviamente non parlo di quella efficace) e angolo di attrito interno da una prova penetrometrica: mi fido mille volte di più di una statica fatta come si deve che di tante prove di laboratorio.
Non condivido. Se non hai dei riferimenti con prove incrociate di lab anche la cu da una cpt è alquanto aleatoria. Non parliamo poi dell'angolo di attrito e del modulo edometrico (questo è ancor più un terno al lotto). Certo per piccoli lavori può essere sufficiente cautelandosi sui parametri, ma fidarsi più di una penetrometrica...
mi sono accorto che ho scambiato i termini, nel senso che intendevo dire che mi fido di più di TANTE prove penetrometriche che di UNA prova di laboratorio: in termini statistici, ma anche di volume investigato, i risultati offerti dalle prove in sito, seppure meno precisi, sono secondo me più attendibili nel descrivere il terreno. Per l'angolo di attrito ovviamente preferirei fare una SPT o una penetrometrica dinamica, ma una cpt è sempre meglio che ricavare un phi da laboratorio, visto che campionare terreni incoerenti mi sembra alquanto complicato
Ma il punto cruciale ahimé non è il criterio scientifico, ma economico: se avessimo un committente straricco potremmo pure convincerlo, per costruirsi il villino, a fare 2 o 3 carotaggi, con prelievo di campioni, SPT in foro, prove di laboratorio a iosa...ovviamente le prove penetrometriche e quelle in sito in generale, ci hanno da sempre consentito di produrre relazioni dignitose, anche se non impeccabili. Il rischio concreto è che con questa storia delle indagini cetificate, non si faranno nemmeno quelle !!!
Quanti interrogativi, Grannisi, non ho sostenuto affatto che i professionisti non debbono conoscere le procedure ASTM ( quanto più sanno meglio è per loro). Nell’esempio che ho fatto dell’ingegnere che progetta una diga, sostenevo che se volesse realizzarla dovrebbe costituire un’apposita ditta, ( ciò vale anche per la ristrutturazione di un piccolo edificio) non basta essere ingegnere. La ditta ha una posizione giuridica che nulla ha a che vedere con la professione. Lo vogliamo capire si o no? . La ragione per cui si perdono le cause è per non aver voluto comprendere la distinzione giuridica che è sempre esistita tra ditta e professione. Il professionista che volesse eseguire l’indagine oggi più richiesta consistente in un carotaggio spinto fino ad una profondità di oltre 30 m, attrezzato con tubi di rivestimento per eseguire la prova down hole, è in grado di eseguirlo senza che si dia una minima organizzazione? o vuol fare tutto con il penetrometro magari leggero? I laboratori di analisi sono ditte individuali o società di vario tipo ancorché costituiti da professionisti. Al geologo professionista non è preclusa la possibilità di costituire una ditta per eseguire indagini geognostiche e/o geotecniche o con altra finalità (moltissimi lo hanno fatto). La scritta in rosso per mettere in evidenza che il Ministero ha deciso di controllare le ditte “autorizzate” , è una notizia positiva da apprezzare. Le mele marce si annidano dappertutto. Ben venga il controllo. “I cani sciolti” chi li controlla? Scienza e coscienza??? (La frase usata è di uso comune non ha intenti offensivi nei riguardi di chicchessia).
...caro geomauro, per la verità in 4 anni di professioni ho fatto circa 350 prove penetrometriche e 3 sondaggi...quindi la tua affermazione in merito all'indagine più utilizzata è un'immane c a s s s a t a, a scanso di equivoci non posseggo penetrometri, ho solo la sismica, per la quale impiegherete qualche tempo ancora ad inserirla tra le prove eseguibili solo da ditte autorizzate.
Potresti cortesemente illustrarmi come mai il CLP ha messo il penetrometro come facoltativo?...forse per spostare il mercato sui sondaggi?...che risultano essere molto più redditizi della prova penetrometrica? Oppure come mai se per fare un sondaggio certificato devo avere 2 trivelle, il capannone, i dipendenti ecc ecc...mentre per fare pentrometriche certificate non mi bastano 2 penetrometri una rimessa più piccola e qualche dipendente di meno? In qual modo possedere trivelle mi consente di avere una strumentazione penetrometrica adeguata e di produrre dati attimali?
Ultima modifica di Stefano Tucci; 20/06/201217:00.
Congratulazioni, Stefano Tucci, dichiari che in quattro anni di professione hai fatto 350 prove penetrometriche e solo 3 sondaggi. Meriti il premio Nobel per aver scoperto la “pietra filosofale” della meccanica delle terre e della geologia applicata. Parafrasando Archimede possiamo spargere ai quattro venti: “ datemi un penetrometro e costruirò in tutto il mondo ”. Non ci resta altro che mandare al rogo i laboratori geotecnici autorizzati e quelli non autorizzati, le prove pressiometriche, scissometriche e dilatometriche, le procedure nazionali e internazionali, i costruttori di sonde con tutte le loro diavolerie, i libri di meccanica delle terre e di Geologia Applicata, i docenti. E chi più ne ha più ne metta. Già che ci siamo aboliamo la geotecnica e la geologia applicata e, perché no?, anche la laurea, basta la gestione di un penetrometro!!!!. In cima al rogo installeremo il coordinatore del forum “geotecnica – geologia applicata” McCoy diventato ormai inutile. Il fuoco che si sprigionerà purificherà il mondo intero e vivremo felici e contenti con l’inseparabile penetrometro al nostro fianco . Il coordinatore Mac Coy non ha nulla da dire al riguardo????. Si comprende, ora, il motivo per cui si aborriscono i controlli !!! Data la tua giovane età mi piace concludere riportando alcuni versi del Sabato del Villaggio di G. Leopardi: Godi fanciullo mio stato soave, stagion lieta è cotesta. Altro dirti non vò, ma la tua festa Ch’anco tardi a venir non ti sia grave.
geomauro45 mi sa che tu sei la scienza e altri dei nulla, cerca di riflettere prima, perchè non tutto deve per forza essere risolto con i laboratori certificati.
Il professionista che volesse eseguire l’indagine oggi più richiesta consistente in un carotaggio spinto fino ad una profondità di oltre 30 m, attrezzato con tubi di rivestimento per eseguire la prova down hole, è in grado di eseguirlo senza che si dia una minima organizzazione? o vuol fare tutto con il penetrometro magari leggero?
sono felice per te che riesci a stare sul mercato con indagini di questo tipo !!! anche io, come Stefano, sono stato costretto a limitare al massimo indagini di questa entità: le uniche due down-hole che ho fatto e gli unici carotaggi che ho spinto sino a 30 m, li ho fatti per un Ospedale e per una Torre radar...ed è stato duro rientrare nei costi: figuriamoci per il villino (il 90% del mio passato lavoro di libero professionista): se non ci fosse stato il santo penetrometro avrei dovuto mollare tutto da subito
Forse tu hai la fortuna di lavorare per opere di maggior rilievo, ma credimi, pretendere di fare il carotaggio a 30 m e le prove down-hole per la maggioranza degli interventi edili è pura fantasia ! Qui bisogna essere molto realistici: o si accetta che il singolo professionista è in grado con la sua strumentazione (e questa sì che andrebbe tarata ovvero certificata) di produrre relazioni geologico e geotecniche dignitose (e da ciò consegue che la filosofia dell'ipermercato geotecnico previsto dal Ministero venga rigettata in toto), oppure il 90 % degli interventi edili verrà realizzato senza un minimo di verifica in sito
Siamo disposti ad accettare questo ?
Ultima modifica di Antonio Menghini; 21/06/201207:53.