Il mio dubbio su questi benedetti tempi di ritorno viene anche da qui:
http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=64369#Post64369e risposta:
http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=64371#Post64371Inoltre, non è un dubbio solo nostro, a quanto pare:
http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=64500#Post64500Anche sul sito del Prof. Mucciarelli, qualche commento avanza quei dubbi sulla statistica che sono propri del senso comune dei "profani":
http://tersiscio.blogspot.it/2012/06/molti-terremoti-molto-vicini-e-domani.htmlA rendere tutto ancora più nebuloso nella mia testolina ignorante:
http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=64784#Post64784Per gli algoritmi, avevo chiesto da qualche parte su questo forum. Ad esempio, per il terremoto "previsto" al Nord Italia (in realtà l'ambito territoriale considerato ingloba una fascia che si estende dal nord-est circa, scendendo lungo la fascia adriatica fino ad arrivare più o meno all'alto Lazio) ce ne erano due, uno lo prevedeva, un altro no (e la probabilità era stata comunicata a marzo): cosa dobbiamo dedurne riguardo al metodo? Sul sito dell'Università di Trieste, molti terremoti previsti, molti altri no:
http://www.geoscienze.units.it/esperimen...ern-region.htmlNon so se siano in molti a conoscere esattamente il metodo di calcolo e deduzione, avevo chiesto in merito ma non riesco a ritrovare il post.
Una intervista al Prof. Panza
qui (credo ci siano anche altri video su youtube), che io però non ho ancora guardato.
Sicuramente la cosa più utile, ragionevole e proficua è, allo stato attuale delle conoscenze e anche quando ci fossero sviluppi futuri, la prevenzione. Ma, leggendo diversi interventi su questo forum e articoli altrove, mi sono fatta l'idea personale che anche la ricerca della possibilità di una previsione anche non esatta è utile da seguire, quantomeno per averne una moderata allerta.