Io svolgo attività di consulenza all'estero per conto di società di ingegneria italiane su progetti energetici (impianti idroelettrici, linee elettriche ad alta tensione, sisstmei energetici). Di solito si tratta di impegni frequenti (ogni 1, 2 mesi), ma di breve durata (missioni di due settimane).
Secondo me lavorare all'estero è molto più gratificante: un po' perchè di solito si lavora su progetti di più ampio respiro, un po' perchè il ruolo del geologo è riconosciuto (dove richiesto) e non è solo quello che io chiamo scherzosamente il "geologo condotto" , che fa le relazioni vissute dai committenti soprattutto come una "carta" necessaria, ma inutile.
E poi cosa c'è di più bello di viaggiare, conoscere, confrontarsi con culture, stili di vita, abitudini alimentari (ed alcoliche!) diverse?
Infine secondo me viaggiando (paradossalmente!) si apprezzano di più le virtù del proprio paese e, soprattutto se capita di lavorare in paesi del terzo mondo o dell'ex impero sovietico, ci si rende conto di quanto la nostra realtà (economica, sociale, ecc...) sia molto più progredita ed evoluta della loro e di quante cose che riteniamo indispensabili, si possa fare tranquillamente a meno!