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ho avuto la sensazione che un innesco fosse possibile

Va bene, allora andiamo a sensazioni....la sensazione che dopo un determinato tipo di sciame sismico arrivi una magnitudo elevata....la sensazione appunto che i terremoti distruttivi possano essere provocati o aiutati dall'uomo....ma mai una volta che ci venga la sensazione di capire come si faccia seriamente prevenzione sismica.

A proposito di apparecchi che prevedono terremti ecco un'altra bella storia:
Le proposte di Zamberletti


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Pierlo, le energie in gioco sono nettamente differenti.

L'articolo di Boschi sulla Newsletter dell'INGV però contiene qualche inesattezza.

Il metodo VAN è stato pubblicato sulla rivista scientifica Tectonophysics: Physical properties of the variations of the electric field of the earth preceding earthquakes. La stessa rivista ha pubblicato anche altri articoli in tempi successivi. Però nessun'altra rivista ha pubblicato in merito.

Il grande scienziato ex-sovietico penso sia Sergey Pulinets e i suoi studi si basano sull'osservazione della ionosfera. Anche lui ha fatto delle pubblicazioni. Io ho trovato questa.

Entrambi i metodi, a mio parere, non sono promettenti. Il primo, il VAN, è anche fortemente sospettato di truffa.

Boschi però ha da sempre insistito sulla prevenzione, e lo ha fatto anche in questo breve articolo sulla newsletter, ma non è mai stato ascoltato.

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Una fonte inesauribile di documenti è reperibile presso la libreria digitale, (arXiv.org) con accesso libero, della Cornell University - Ithaca New York, precedentemente ai Los Alamos Labs New Mexico.

E' possibile trovare sia peer-reviewed sia manoscritti originali, scientifici, scholarship e teorie originali, sottomesse dagli scienziati d'ogni parte del mondo, in .pdf o in .ps pronto per la stampa.

Per es. moltissimo sui precursori, da Sergey Pulinets a Panayotis Varotsos e tanti altri, ma anche documenti dal gruppo di ricerca CSEP EU Testing Center (USGS), scaturiti dalla proposta INGV ancora in corso sull'Italia (Maximilian J. Werner et al; ecc.) come testing region.

E' uno strumento, gratuito, di cui non potrei più fare a meno, utile anche per valutare la prolificità d'uno scienziato.




please don't feed the troll nor the sockpuppet.
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Ci sono un paio di presupposti che non riesco a quantificare:

L'esplosione deve sempre essere uguale ed il bacino deve avere una certa curvatura

1) L'esplosione con che precisione può essere riprodotta sempre "uguale"?

2) Il bacino, se viene interessato dallo stress, non viene anch'esso deformato?

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Da totale inesperto in materia ho una domanda da fare (spero non sia troppo stupida): d'accordo che "se ci sono differenze tra queste onde [...] vuol dire che qualcosa sta succedendo", ma visto che si parla di previsione come si fa a passare da "vuol dire che qualcosa sta succedendo" a "ci sarà un terremoto nell'area X di magnitudo Y nella data Z"? Ovvero, come facciamo a sapere quale è il momento in cui l'energia accumulata verrà scaricata con un terremoto? E come si fa ad identificare con relativa certezza il luogo in cui questo avverrà?

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Produrre un'esplosione più o meno uniforme e controllata non credo sia un problema insormontabile. Durante le ricerche per la bomba atomica si doveva produrre una esplosione controllata che facesse trasformare una sfera cava di plutonio in una compatta in modo da raggiungere la massa critica (più o meno). Se il problema è stato risolto negli anni 40, quando l'elettronica era molto primitiva, non credo ci siano problemi oggi.

Non credo che il bacino venga deformato, l'esplosione non è così forte. Fra l'altro la tecnologia dovrebbe essere analoga a quella delle tomografie sismiche che vengono effettuate da decine di anni. Niente di nuovo quindi.

Da quello che ho letto sembra che inizialmente ci voglia proprio una analisi sismica per individuare le faglie e che poi la disposizione dei sismografi viene effettuata proprio in funzione delle geometrie rilevate.

Magari prima di effettuare una vera ricerca sul campo potrebbe essere possibile fare degli esperimenti in laboratorio proprio per trovare il legame tra quando viene misurato e quanto effettivamente accade e vedere se è possibile fare previsioni.
Non so se la cosa sia possibile su provini di dimensioni decimetriche, di solito le grandi presse agiscono su superfici ridottissime, dell'ordine del millimetro.

Il punto debole ma cruciale è proprio quello posto dalla domanda di filippom, che non è affatto stupida.


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Originariamente inviato da: zoomx
Non credo che il bacino venga deformato, l'esplosione non è così forte.
Devo essermi spiegato male....... smile

Non è l'esplosione che deforma il bacino, ma lo stress tettonico. Quindi dalla prima esplosione di "rilievo" alla seconda di verifica, ammesso che il bacino sia in qualche misura cambiato, come si ripercuoterebbe questo cambiamento sulla diffusione delle onde?


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Tecniche passive che propongono lo studio delle variazioni delle proprietà delle onde S come precursore sono in circolazione da decenni:
http://www.nature.com/nature/debates/earthquake/equake_19.html
http://unesdoc.unesco.org/images/0003/000351/035128eb.pdf

con scarsi risultati

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pollicesu
(con rispetto parlando)


The road not taken
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Originariamente inviato da: pasionaria
pollicesu
(con rispetto parlando)
...ed un pizzico d'ironia....

Mai oltrepassare le colonne d'Ercole...... smile

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