Produrre un'esplosione più o meno uniforme e controllata non credo sia un problema insormontabile. Durante le ricerche per la bomba atomica si doveva produrre una esplosione controllata che facesse trasformare una sfera cava di plutonio in una compatta in modo da raggiungere la massa critica (più o meno). Se il problema è stato risolto negli anni 40, quando l'elettronica era molto primitiva, non credo ci siano problemi oggi.
Non credo che il bacino venga deformato, l'esplosione non è così forte. Fra l'altro la tecnologia dovrebbe essere analoga a quella delle tomografie sismiche che vengono effettuate da decine di anni. Niente di nuovo quindi.
Da quello che ho letto sembra che inizialmente ci voglia proprio una analisi sismica per individuare le faglie e che poi la disposizione dei sismografi viene effettuata proprio in funzione delle geometrie rilevate.
Magari prima di effettuare una vera ricerca sul campo potrebbe essere possibile fare degli esperimenti in laboratorio proprio per trovare il legame tra quando viene misurato e quanto effettivamente accade e vedere se è possibile fare previsioni.
Non so se la cosa sia possibile su provini di dimensioni decimetriche, di solito le grandi presse agiscono su superfici ridottissime, dell'ordine del millimetro.
Il punto debole ma cruciale è proprio quello posto dalla domanda di filippom, che non è affatto stupida.