Originariamente inviato da: cripas
Ci sono casi (sempre più numerosi) in cui le cose troppo semplici non funzionano come si stanno accorgendo ad esempio gli strutturisti che lavorano sulle strutture in c.a. di via XX Settembre e dintorni a L'Aquila dove il calcolo strutturale fatto con il suolo B delle brecce cementate non spiega minimamente il danneggiamento reale verificatosi.


Nel caso di L'Aquila però abbiamo spesso la presenza dei cosiddetti fenomeni epicentrali che probabilmente invalidano il metodo semplificato e anche quello numerico. Lo stesso a Paganica (presenza di faglia capace), si tratta di siti B, con curva HVSR piatta dove i danneggiamenti sono stati cospicui(nel centro storico dell'Aquila abbiamo il picco a 0.6 HZ che però giustificherebbe solo i danni eccezionali a campanili e torri) .

In zona epicentrale e di faglia capace, anche in assenza di amplificazione sismica locale, se il sisma è grande e superficiale i danni ci sono lo stesso. In queste zone si dovrebbe semplicemente 'blindare' la struttura senza essere troppo pignoli nei calcoli, che non possono tenere conto dei citati effetti epicentrali.

Questo caso particolare in Italia è importante perchè ci sono moltissime zone interessate da faglie attive e capaci. Non so se la normativa arriverà mai a indicare metodi specifici.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)