L'articolo è troppo divulgativo e mangano alcuni particolari.
In cosa differisce il cosiddetto tremore sismico dagli altri segnali? Dall'articolo sembra si tratti dei piccoli sismi che prima non venivano registrati a causa del fatto che i sismometri erano meno sensibili alle frequenze di tali eventi (nell'articolo si parla di sismometri a larga banda) e probabilmente perchè la rete deve essere più fitta.
Si tratta di un metodo passivo, cioè si registrano segnali naturali che potrebbero anche non esserci.
Riguardo all'ultimo commento del Prof. Mucciarelli che, fra tutti quelli che scrivono qui, è il più qualificato.
Il metodo qui proposto non credo che riguardi le onde S. Se io creo una esplosione, per giunta in acqua, non dovrei proprio avere onde S. Questo perché le esplosioni dovrebbero creare solo onde P e inoltre in acqua le S non si propagano. Non so però che succede una volta che le onde passano dall'acqua alle rocce.
E' possibile che metodi analoghi vengano utilizzati per monitorare materiali che possono cedere. Tempo fa avevo letto di metodi ultrasonici per individuare le cricche nei materiali, magari ne esistono analoghi per prevedere le rotture?