Diversi messaggi dimostrano, a mio parere, fino a che punto si confondano tutela del proprio interesse (ragionevole fino a un certo punto) e della qualità, tutela dei privilegi, ideologia politica e atteggiamento di autocastrazione che (spero) ormai non caratterizza più la maggioranza degli italiani. Smettiamola di fare scene: chi è in grado di valutare la realtà della professione un po' globalmente sa che il tariffario non è né lo strumento di garanzia della qualità, né lo strumento di sopravvivenza, né lo strumento che quantifica correttamente il corrispettivo della professione. La sua disapplicazione è generalizzata, come dimostrano chiaramente più e più sondaggi eseguiti fra i professionisti, e non perché tutti siano venduti o ladri. La proposta di Bersani raccoglie il consenso delle associazioni dei consumatori e non perché tutti vogliano sfrutttare tutti.
La professione va ripensata globalmente, guardatevi i messaggi di Simone Lisi e di altri in questo forum. Discutiamo apertamente e chiaramente, pensiamo agli strumenti migliori per tutelare finalmente davvero la dignità della professione attraverso gli Ordini e anche presso le amministrazioni. Queste ultime non necessariamente devono assegnare gli incarichi al ribasso (possono ad esempio ricorrere alla media) o dovrebbero essere sufficientemente imparziali: se non lo sono il tariffario non c'entra nulla.