- chi dice come eseguire le prove e le indagini in ambito "costruzioni" è ntc08 6.2.2 che indica l'art.59 del dpr380 del 6.6.01;
ntc 2008 e art 59 dpr 380/2001 non dicono da nessuna parte
come eseguire le prove e le indagini; queste sono dettate, oltre che dal buon senso "professionale" da procedure internazionali di enti come ASTM che nulla hanno a che vedere con le certificazioni di cui si parla, oggetto dei vari ricorsi
- quali sono le prove e le indagini a cui si fa riferimento?
circolare C6.2.2 e tabella C6.2.I (geotecniche e geofisiche)
indicare delle linee generali perchè ci sono professionisti che sconoscono totalmente le varie tipologie di prove non significa certo che tali prove diventano improvvisamente e miracolosamente "certificate": le prove geofisiche di fatto
non sono mai state coinvolte dall'argomento " certificazioni e/o autorizzazioni ministeriali" e di fatto la presenza in una tabella esplicativa (C.6.2.I) per gli ignoranti in materia non può far rientrare miracolosamente tali prove geognostiche nel "regime certificazioni" o "autorizzazioni ministeriali" qualsiasi, giacchè manca il presupposto di base, ossia l'emanazione del regolamento, così come avvenuto per le circolari 7618 e 7619.
Ad oggi, pertanto gli unici a poter dire di essere certificati sono:
a) prove sui materiali da costruzione (calcestruzzi e acciai et altro)
b) prove di laboratorio su terre e rocce (laboratori di geotecnica).
1- si sarebbe fatta chiarezza una volta per tutte...e invece siamo ancora qui a discutere
purtroppo in italia manca la cultura della "chiarezza" perchè bisogna agevolare i furbi....
2- si sarebbe a quel punto dovuto muoversi per migliorare le regole per essere indicati dal ministero come laboratorio certificato (le regole di "ingresso" sono il vero problema)... quanti "piccoli" Professionisti sanno usare con criterio la loro strumentazione? io penso tanti
Sicuramente se ne potrebbe discutere, chi meglio del professionista può interpretare scientificamente e tecnicamente (ossia come corretta esecuzione) delle prove, sia esse in situ o in laboratorio e
certificare pertanto la bontà del dato ricavato, assumendosene oltretutto la responsabilità professionale??
3- si sarebbe fatta "pulizia" di tutti quelli che pensano alla Professione, come una possibilità per "arrotondare", creando (secondo me) grave danno a chi invece opera quotidianamente e cresce professionalmente e al cui contributo io mi rivolgo.
Argomento più volte discusso ma che sembra essere senza soluzione..