Caro vgeo, la risposta alla sua domanda non è semplicissima, nel senso che richiede un'argometazione di dettaglio. Secondo la norma (ed evidenzio proprio "norma" non linee guida) per effettuare un analisi di rischio bisogna avvalersi di modelli che ricalchino i cosiddetti standard internazionali. In tutta semplicità questo rappresenta l'unico vero requisito che la legge richiede debba essere rispettato da un modello per implementare la valutazione di rischio. Questo vuol dire che, con ricorrente finezza del legislatore, viene di fatto lasciata al responsabile del procedimento la decisione su quale sia effettivamente uno "standard" sufficientemente internazionale e quale sia il grado di conformità a questo standard presente nei modelli in questione. Da questo quadro si traggono due conclusioni fondamentali, una è che potenzialmente si può in tutta legittimità presentare un'analisi di rischio anche "fatta a mano" se la stessa è conforme agli standard, l'altra è che rimane comunque facoltá del responsabile del procedimento, che se ne prende le responsabilità appunto assegnategli dalla legge, decidere quale sia lo standard da rispettare ed il livello di adeguatezza del modello presentato allo standard stesso. Anticipando la probabile domanda che scaturisce da questa valutazione, le linee guida, oltre a non essere notoriamente testo di legge, pur rappresentando una validissima ed indispensabile base di appoggio per le istruttorie supportata dagli organi istituzionali di settore, non dicono neanche loro quale software usare o meno, ma fanno una valutazione confrontata su come si comportano alcuni di questi.
Sintetizzando una risposta finale, secondo la norma il Risknet si può sicuramente usare, sarà poi cura di chi di dovere valutarne la conformità agli standard, cosa che viene implicitamente fatta con qualsiasi software venga usato. Suggerisco semplicemente di chiedere preventivamente.