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Ho capito. In pratica lo schema da seguire è simile a quello pre-1999.
Mi sembra che per le finalità che prospetti non si possa formulare una definizione di “corso d’acqua” sufficientemente oggettiva e soprattutto di uso pratico.
Credo che la sola via percorribile sia il metodo già usato dell’elencazione.
Gli elenchi ufficiali già utilizzati fino al 1999 si potrebbero integrare facendo riferimento alla rete idrografica riportata nella CTR regionale in scala 1:5000.
In questo modo si avrebbe una identificazione convenzionale ma formale e univoca dei corsi d’acqua.
In particolare, usando metodologie GIS, da ogni tratto della rete idrografica rappresentata si potrebbe ricavare un’area buffer [con criteri diversi a seconda dalle modalità di rappresentazione nella CTR] che identifichi la zona [alveo+sponde] entro la quale le derivazioni [localizzabili tramite le relative opere di presa] debbono essere autorizzate.
Nelle zone all’esterno delle aree buffer l’uso dell’acqua rimarrebbe libero, poiché si tratterebbe dei tratti di versante dove l’acqua piovana defluisce prima di arrivare nella zona che convenzionalmente rappresenta il corso d’acqua.
How many years can a mountain exist/ before it is washed to the sea?
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