Rispondo prima a m-d-l:
L'articolo che mi hai linkato è generico. Non tratta cioè l'energia liberata per latitudine (ho cambiato il titolo della discussione), ma altri aspetti. Grazie lo stesso.

Grazie Mucciarelli, proprio quello che cercavo!

C'è sempre lui: Doglioni
C'è il grafico proprio come lo intendevo io (a parte il n degli eventi).
Immagino che ai fini dell'andamento e vista la proporzione logaritmica della magnitudo, il fatto che siano riportati solo terremoti Mw >_ 7 consideri quelli minori, trascurabili.
L'energia liberata ha approssimativamente l'andamento che mi aspettavo: massima nelle latitudini intermedie.
Infatti essa è prossima a 0 ai poli; aumenta nelle zone intermedie e diminuisce all'equatore.
Dico approssimativamente perchè non mi aspettavo una asimmetria nord-sud, ma ripensandoci ci può stare, vista l'influenza mareale e l'inclinazione dell'asse terrestre sull'eclittica. Non riesco a capire se l'emisfero più energetico è il sud o il nord. Io direi il sud, visto che è quello che transita più vicino al sole....
Infine il terremoto del 1960: stona un po' nel mucchio....
Nonostante la sismicità presa in considerazione sia dal 1900 al 2007 (magari con qualche Ma di database non ci sarebbe stato

).
Sorgono 2 nuovi interrogativi collegati (?):
Quanto tempo impiega un terremoto in quel modo a caricarsi?
Qual' la dinamica che fa si che la roccia possa accumulare il
massimo dell'energia accumulabile? Ho visto che fino ad un certo punto si piega, oltre si rompe.... ma con la dovuta "delicatezza" assume un comportamento fluido.... ho capito male?
Le risposte (eventuali) dovrebbero permettermi di "spalmare" tutta quella energia che stona in quel grafico.
PS: mentre leggevo l'articolo, mi sono soffermato su un passo di
saggezza orientale..... ora non riesco più a trovarlo.... l'ho sognato? Parlava di ciclo nodale di 18 e qualcosa anni....
Grazie ancora.