vabbè, la prima conseguenza evidente degli incendi è la distruzione della vegetazione, bosco, sottobosco, macchia mediterranea, etc., e come ben si la vegetazione è importantissima per la stabilità dei versanti, sia per l'azione di rinforzo esercitata dagli apparati radicali grandi e piccoli, sia perchè riduce la quantità di acqua piovana infiltratasi nel suolo (tramite i processi di evapotraspirazione) sia perchè riduce la forza e velocità delle acqua di ruscellamento superficiale. Queste sono tutte cose che trovi nel famoso testo di idrogeologia di Celico.
Poi devi considerare che gli incendi, con le alte temperature che provocano nel suolo almeno nei primi 2 m, causano un vero proprio cambiamento chimico fisico nei terreni. Le proprietà geotecniche scadono notevolmente, il limite liquido si abbassa e rende più propenso il terreno a passare allo stato liquido, la coesione effettiva scade, anche l'angolo di attrito può diminuire sensibilmente. Tieni presente inoltre che si hanno delle variazioni anche granulometriche, si possono formare degli orizzonti a grana molto fine e di consistenza cerosa, proprio a pochi dm di profondità terreni sabbiosi. Questi orizzonti risultano molto impermeabili e fanno sì che si crei una falda superficiale sospesa proprio nello spessore del suolo più prossimo al superficie del versante, con ovvie conseguenze sulla stabilità dello stesso, almeno in concomitanza delle piogge. Queste info le trovi sul famoso landslides, investigation and mitigation - special report 247 di Turner, e relativa bigliografia, un pò la bibbia internazionale per chi si occupa di frane.