Originariamente inviato da: Borja
Ho visto le placche come corpi immersi in un fluido dove c'è un equilibrio tra forza peso e forza di archimede.

Purtroppo, come ho scritto sopra, dal punto di vista dei terremoti è tutto ben solido, niente fluidi.
Originariamente inviato da: Borja

Durante un terremoto in una faglia diretta o inversa, questo equilibrio verrebbe meno. Di conseguenza verebbero generate sotto la placca ( indipendentemente dalla profondità dell'ipocentro) delle onde nel magma. Parte di queste onde potrebbero essere poi accelerate dalla velocità di deriva del magma dovuto alla rotazione terrestre. Queste onde potrebbero far aumentare lo stress presso altre placche o faglie. Ovvio che poi bisogna calcolare la propagazione dell'onda ecc ecc.

che dici???


L'influenza dei terremoti a grande distanza non mi convince. Perché un grosso terremoto come quello di Sumatra, che io non ho avvertito, quindi l'energia che è arrivata qui è molto piccola, dovrebbe influenzare le faglie che sono sotto di me dove le energie in gioco sono enormemente superiori?
Qual'è l'energia in gioco dopo un migliaio di km?

Diverso è il discorso per le faglie limitrofe.