Su questo documento (Regione ER e PC-Gruppo di lavoro per la valutazione degli effetti di liquefazione), datato 25 giugno 2012, si parla di profondità compresa tra 1 e 2 m dal piano campagna distante dai paleoalvei (pag 13) e tra 4 e 5 m sui natural levees
sono solo misure snza misure geotecniche analisi lab calcoli a ritroso etc. io mi aspetto documenti scientifici "seri". il convegno è per ing. con qualche risvolto pubb e qualche autocelebrazione autoreferneziata come al solito, alla liquefazione è riservata solo una piccola parte
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
Ciao Michele, indipendentemente dalla tua percezione sul file che ho inserito appena sopra, il mio intento era solo di rispondere a Massimo e al titolo del topic.
Si tratta dell'unico documento in cui compare un levello "verosimile" della falda (in uno precedente era stimata a 18 m ).
Rimangono (e qui sono d'accordo con te) alcuni problemi aperti, tra cui anche l'interferenza sulla liquefazione di un sistema gas/acqua all'interno degli acquiferi. Il topic che ho aperto in merito non ha ancora avuto seguito..
Mi rendo conto che questo argomento non potrà essere indagato da "semplici professionisti" (quale io mi sento), limitati da budget irrisori, piuttosto dovrebbe essere considerato da soggetti di ricerca che abbiano una visione olistica del fenomeno e che non siano (come dici tu) fissati a validare le loro (parziali) metodologie autocelebrative e autoreferenziali
dopo i primi studi, debbo dire interessanti (quale quello del gruppo di Firenze)che rimandavano a vere e prprie attività di studio e ricerca e ai rilievi in campo raccolti dalla PC e mai pubblicati (vari istituti intervenuti) non è tato pubblicato più nulla (dopo il battage sulla liquefazione e sul suo pericolo e diffusione sul territorio) ho la netta sensazione (come malignamente pensavo all'inizio vedendo i lavori) che si siano accorti dlla superfiialità del fenomeno e della dipendenza con trafomazioni antropiche. vista la relativa energia del fenomeno e che si siano un poco spenti (oltre al fatto che soldi pe analisi non ce ne sono) e si siano limitati a chiacchere (non costano alcunhè)
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
caro michelec secondo me i soldi per le analisi ci sono, solo che sono "gestiti" da una manica di incapaci. (scusate ma non posso scrivere le parole che pensavo). saluti
Ognun vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei – Niccolò Machiavelli
Resto sempre con la curiosità di sapere quale era la soggiacenza media della falda MOLTO PRIMA che in quelle zone avvenisse la liquefazione. Mi hanno detto che la regione ha pozzi monitorati in continuo e quindi i dati di oscillazione ci devono essere.
Caro Massimo, difficilissimo darti la risposta. In quella zona, come da noi in bassa pianura, la soggiacenza della falda può variare molto in un raggio di pochi metri. Ad esempio, da una carta delle isofreatiche di S.Carlo E., proiettata al Geofluid da ing J.Facciorusso, tracciata su 8 piezometri, il livello oscilla tra 1,4 a 4,6 m dal p.c.. E' più superficiale nell'area del paleoalveo. Nella stessa presentazione la falda in media a S.Carlo (sez lunga 850 m, sul natural levee del paleoalveo) è posizionata a 13 m slmm (con escursione +/- 1 m). Questi valori sono riferiti al dopo sisma. Purtroppo, in base agli ultimi rapporti si è indagato sulla loro supposta variazione. Non escludo che ci possano essere sviluppi futuri.